• facebook

Home » Attualità » Interviste » Maria Giovanna Farina, Consulente filosofico
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

Maria Giovanna Farina, Consulente filosofico

Maria Giovanna Farina è filosofa e consulente filosofico www.mariagiovannafarina.it

Il blog cattolico Sposati e sottomettiti si interroga sul tema della sottomissione della donna all'interno del matrimonio....Il tema è scottante, se a trattarlo e a fare certe affermazioni è un blog cattolico ancora peggio.. Cosa ne pensi del ruolo della Donna oggi?

La donna ha un ruolo molto importante e del tutto paritario a quello dell'uomo, anche se non sempre ciò viene accettato. Nella quotidianità la donna come sappiamo ha molti più compiti: la casa, i figli, i genitori anziani, mansioni che troppo spesso gli uomini declinano. Di conseguenza realizzare concretamente la parità è molto difficile.

La Chiesa a mio giudizio vede la donna ancora secondo un antico stereotipo basti pensare al problema del sacerdozio femminile, tu cosa ne pensi? Il sacerdozio dovrebbe essere anche per le donne?

Non mi occupo di questioni legate alla religione, ma dal mio punto di vista paritista è naturale vedere di buon occhio il sacerdozio femminile, sempre che questo interessi alle donne cattoliche.

Nella Chiesa chiaramente il problema è ancora più forte perché la Chiesa è in ritardo su tutto. Tuttavia la Chiesa esercita una forte influenza sulla forma mentis di molte persone, soprattutto le più semplici e meno istruite. Cosa ne pensi del tipo di influenza negativa che il conservatorismo e l'ignoranza stanno avendo sulla formazione di molte donne e sulla concezione della donna in senso cristiano?

Dal punto di vista filosofico il messaggio del Cristianesimo è un modello di vita. Quando però il Cristianesimo si codifica in una religione allora ci sono le regole e di conseguenza si deve prendere in considerazione anche ciò che non si accetta e decidere se adeguarsi oppure no. Il punto importante da prendere in esame ritengo sia, riferendomi al blog che hai citato e che mi hai invitato a leggere, un certo tentativo, peraltro abbastanza diffuso nella nostra società al di là del credo politico o religioso, di stravolgere il senso delle parole, spesso a proprio uso e consumo, e per attrarre l'attenzione di un pubblico ci si spinge all'assurdo. Certo la mancanza di istruzione gioca il suo ruolo, ma non è solo questo. Si tratta di una tendenza ad ironizzare spingendo però all'inverosimile ogni cosa, una sorta di caricatura della realtà per tentare di occultarne il suo vero volto e chi non conosce i fatti e le norme si lascia fuorviare.

Nell'articolo si cita spesso e volentieri San Paolo non esattamente tra l'altro con cognizione di causa. Quanto secondo te letture sbagliate possono portare a idee erronee circa la realtà della Donna oggi?

Anche qui il discorso va allargato: quando le letture sono sbagliate? Quando sono diverse dal nostro modo di pensare? O quando il lettore non è in grado di comprenderne il messaggio? Ecco allora che, come diceva Socrate, è necessario liberare la mente dagli stereotipi, da quelle idee che ci hanno inculcato e che noi non abbiamo mai messo in discussione. Liberi dai preconcetti possiamo accorgerci se una lettura è tendenziosa, falsa o illuminante. Il mio suggerimento è di leggere bene le fonti, per rispondere alla tua domanda: se conosco San Paolo difficilmente mi faccio abbagliare da interpretazioni troppo personali. Per questo lavoro è necessario l'intervento della scuola che come agenzia educativa laica dovrebbe fornire strumenti per decodificare i pensieri, le teorie, le ideologie senza dare giudizi di merito o demerito. E rifacendomi a ciò che mi hai chiesto prima, la formazione della donna in senso cristiano dovrebbe tener conto di una cosa fondamentale: la donna è prima di tutto donna e come tale deve andare oltre gli steccati dell'appartenenza religiosa e porsi come obiettivo la cooperazione concreta con le altre donne. Credo sia questa una forma vivente di fratellanza.

Puoi spiegare ai nostri lettori cosa si intende per Paritismo e in cosa consiste questo movimento?

Il Paritismo è un movimento culturale che ho fondato nel 2011 con il preciso intento di parlare di cultura di parità. Il primo ad aderire è stato l'artista Roberto Rossi, un uomo completamente libero dal maschilismo: fortunatamente ne conosco parecchi. Paritismo significa partire dalle importanti e fondamentali conquiste ottenute con anni di lotta dalle femministe, per andare oltre. Con l'aiuto degli uomini, e non dei maschi, vogliamo trovare un confronto vero per costruite insieme la vera parità. Per fare un esempio: desidero una società in cui le quote rosa non debbano essere più necessarie. Ampliando il discorso, il Paritismo è non essere razzisti, e ci si può arrivare a piccoli passi partendo magari dal considerare gli animali degni dello stesso rispetto che diamo (quando lo diamo) agli umani, passando poi al ripudio di pratiche barbare. Come vedi il Paritismo è un processo culturale che va abbracciato fin dalla più tenera età: invito quindi tutti a prendere in considerazione questo discorso che vive nel blog http://paritismo.blogspot.it/ e che significa lavorare per un progetto uscendo da gabbie ideologiche. Si può essere uomini o donne, etero o omosessuali, di desta o di sinistra, credenti o atei ed essere uniti per un progetto che può farci vivere meglio: questo è il mio sogno.

intervista di Laura Vanetti

Chiedi informazioni Stampa la pagina