• facebook

Home » Attualità » Consigli di lettura » Donne e lavoro nella letteratura italiana di fine Ottocento
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

Donne e lavoro nella letteratura italiana di fine Ottocento

Tra merce di scambio e impresa identitaria, di Sara Positano - Progedit Ed

Come le scrittrici italiane di fine Ottocento e primo Novecento hanno rappresentato la donna nelle sue vesti di lavoratrice? Quali immagini e considerazioni emergono sul ruolo femminile e sui nuovi compiti cui veniva chiamata?
Serve, stiratrici, mondine, operaie, maestre rurali, scrittrici, giornaliste, attrici e chanteuses scorrono nelle pagine di Marchesa Colombi, Matilde Serao, Clarice Tartufari, Annie Vivanti e di altre firme ancora, note e meno note. Istantanee o ritratti a tutto tondo che fotografano il passaggio della storica "metà dell'uomo" al di fuori del protetto focolare domestico. Personaggi inattesi, le protagoniste testimoniano l'inedita eppur rilevante partecipazione della donna ai processi sociali contemporanei, il suo ingresso nei settori della produzione economica e culturale.
Nel controverso scenario, i brani tratti dai romanzi quasi a mo' di antologia illustrano anche la visione femminile dinanzi alla questione lavorativa e rivelano le proiezioni della società italiana postunitaria sul tema del ruolo sociale della donna, la cui identità, come quella della nazione, necessita di essere (ri)costruita.

Sara Positano, dottore di ricerca in Italianistica presso l'Università di Padova (tesi in cotutela internazionale con l'Università di Zurigo, Svizzera), si è laureata in Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Bari Aldo Moro con uno studio sperimentale rivolto all'analisi delle influenze dell'estetica circense sul teatro d'avanguardia italiano. Ha partecipato a convegni di studio dedicati alla letteratura moderna e comparata. Attualmente vive a Bari, dove lavora per il Ministero della Pubblica Istruzione come insegnante specializzata di scuola primaria. Fra i suoi interessi in ambito pedagogico, un ruolo particolare è riservato al teatro, alla formazione nella didattica musicale e del movimento, all'interdisciplinarità dei linguaggi creativi, allo studio degli stili espressivi e di apprendimento nella età evolutiva.

Chiedi informazioni Stampa la pagina