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La tentazione del gratta e vinci

Tutte le volte che mi capita qualcosa di bello sembra che ci sia come un senso di colpa che faccia sì che il bello venga compensato da qualcosa di antipatico come quella volta che dopo aver comprato un gratta e vinci dal tabaccaio sottocasa…
Avevo appena finito di fare la spesa, non avevo comprato un granché, giusto qualcosa che mancava e quanto basta per la cena serale di quattro persone che, a causa di un caldo afoso, mi venne voglia di fermarmi nel bar per bere qualcosa di fresco prima di chiudermi in casa per preparare da mangiare. Alla cassa, dopo aver pagato la consumazione, è un bar-tabacchi dove non c'è il servizio ai tavoli, mi cadde lo sguardo sui gratta e vinci e per la prima volta in vita mia, non so per quale arcano motivo, decisi di tentare la fortuna acquistandone uno, ritengo infatti che siano soldi buttati via quelli spesi per il gioco.
Mi sedetti ad uno dei due tavolini del bar sul marciapiedi, appoggiai su una sedia la borsa della spesa, sul tavolino la bibita e tra un sorso e l'altro iniziai a grattare la cartolina con la convinzione più scettica di questo mondo, ma, incredibile, dopo aver tolto un poco di vernice iniziò a fare capolino l'inizio della scritta "hai vinto" e così con un certo batticuore continuai a grattare finché apparve in tutto il suo splendore "hai vinto 50 euro". Niente di che, poco più di quanto avevo speso per la spesa e contenta come una pasqua ritornai alla cassa per farmi convertire in moneta sonante la vincita. Mi soffermai qualche minuto a parlare con Giuseppe, il padrone del bar, che si congratulò pure con me: non mi pareva vero, avevo vinto 50 euro, stavo quasi per ricredermi sul gioco! Tutta gasata tornai fuori per riprendermi il sacchetto con la spesa che avevo lasciato sulla sedia e già pensavo a quando avrei raccontato a casa della vincita che, ironia della sorte, non trovai più il sacchetto: qualche manolesta se ne era impunemente appropriato, per fortuna ho l'abitudine di non lasciare mai documenti, chiavi e soldi nelle borse. Dovetti comunque rifare la spesa e tornai sulla mia convinzione iniziale: anche quando si vince al gioco alla fine si perde sempre.


Mnemosine di Max Bonfanti ©Riproduzione riservata

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