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C'è maschio e maschio

Davvero si devono accusare tutti i maschi? Non mi riferisco alla violenza, quella è cosa gravissima e sono impegnata a contrastarla da anni, ormai lo sanno tutti, mi riferisco al maschio in sé o a quello che ne resta. Le donne sono molto agguerrite, ne hanno buone e valide ragioni, ma forse rischiano di buttare via il bambino con l'acqua sporca. Non credete? Facendo un generico j'acuse si rischia di condannare anche i maschi migliori quelli che coltivano la loro interiorità e per questo si sono evoluti divenendo uomini ossia coloro che il maschio, il machismo e il maschilismo non sanno neppure cosa sia. Essere maschi è appartenere ad un genere e non monopolizzare il femminile prevaricandolo attraverso le caratteristiche più becere che il maschile per tradizione secolare ci ha tramandato attraverso gli stereotipi. I maschi che non dobbiamo perdere sono quelli che non hanno bisogno di dimostrare la loro superiorità fisica, sono soggetti liberi dal bisogno di pavoneggiare il corpo insieme agli attributi virili e vivono dedicandosi al lavoro e ai passatempi con la stessa tranquilla passione con cui le donne leggono i libri. Anzi, questi maschi, divenuti uomini, leggono anche libri che li aiutano ad affinare l'interiorità senza paura di destare sospetti, loro non sono fissati su certi argomenti tipici del maschio. Questi uomini non sono ossessionati dall'idea che da bambini si debba giocare soltanto con soldatini, pistole e carri armati.
In conclusione: scrutiamo con attenzione chi ci sta intono perché di uomini veri ne troveremo più di quanti ne possiamo immaginare!

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

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