• facebook

Home » Rubriche » Filosofia al femminile » Sogno o son desta?
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

Sogno o son desta?

Durante l'infanzia le fiabe hanno un ruolo importante per trasmettere insegnamenti, per superare o far nascere paure, per imparare a sognare.

Da adulti con occhi più disincantati continuiamo a sognare, ma possiamo analizzare le favole della nostra infanzia, trovarvi qualche insegnamento per la quotidianità e, perché no, qualche idea da eliminare. Prendiamo ad esempio Cenerentola, la sfortunata ragazza vittima di una perfida matrigna (guarda caso nelle fiabe la matrigna è sempre cattiva e ciò ci porta nel mondo degli stereotipi presenti in abbondanza nelle fiabe; nella realtà sappiamo che molte volte invece la matrigna può dare di più della mamma naturale), che trova la sua salvezza di donna nella provvidenziale apparizione del principe azzurro.

Se da un lato il bene prevale, dall'altro la vicenda sottolinea l'assoluta casualità del riscatto sociale femminile.
La donna ottimista non deve accettare il principe azzurro? Sì, che può ma solo se lo ama non come rimedio o ripiego. Ricordiamo il motto dell'ottimista: trovare la soluzione più semplice che è la migliore.
Ma la più semplice è accasarsi allora??? No, se ciò comporta l'annichilimento di sé e la frustrazione. Tutto è relativo, dobbiamo adattare le regole alla nostra vita e non viceversa. Quindi... avanti con la certezza che possiamo arrivare dove vogliamo! Con o senza il principe.

Maria Giovanna Farina - Riproduzione riservata

Chiedi informazioni Stampa la pagina