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VIOLENZA DOMESTICA: #statigeneralidelledonne DALLA PROTESTA ALLA PROPOSTA

Un nuovo paradigma per una soluzione definitiva al dramma della violenza domestica .Una proposta per un nuovo impianto normativo



Non c'è più tempo. Non possiamo più rinviare.

L'emergenza dell'epidemia che il nostro Paese sta vivendo ha messo in luce altre drammatiche emergenze che devono essere risolte urgentemente.

Tra queste il dramma della violenza domestica che in questi giorni di emergenza "Restare a casa" è fondamentale per la tutela della salute di tutte e tutti, ma per le donne vittime di violenza questo vuol dire aumentare l'esposizione al pericolo. La propria abitazione può diventare una trappola. Le telefonate al numero nazionale 1522 sono infatti diminuite mentre sono cominciate ad aumentare le richieste di consulenze alla piattaforma www.adottaunalavoratrice.it in quanto il sistema si svolge anche via mail e via chat, messaggi silenziosi soprattutto nascosti al maltrattante.

Il tema da affrontare è un nuovo imperativo categorico: occorre potenziare la prevenzione della violenza sulle donne e della violenza domestica ma soprattutto occorre un cambio di paradigma.

Non è più possibile prescindere dalla determinazione di aiuti finanziari:

– per campagne d'informazione e sensibilizzazione nazionali,

– per provvedimenti di formazione destinati a specialisti,

– per applicazioni che facciano accedere a progetti di prevenzione focalizzati sulle vittime o sugli autori di violenza.

Non è più possibile prescindere dalla messa in rete di tutti i soggetti che in Italia si occupano di violenza in tutte le sue forme. Occorre attivare al più presto una collaborazione e un coordinamento permanente tra tutti gli attori pubblici e privati che operano in questo ambito.

Non è più possibile prescindere dalla concretizzazione della Convenzione di Istanbul attraverso l'assunzione di tutti gli obblighi generali per combattere la violenza psichica, fisica e sessuale, gli atti persecutori, lo stalking, i matrimoni forzati, le mutilazioni genitali femminili e l'aborto forzato. La Convenzione di Istanbul deve proteggere tutte le persone vittime di violenza domestica, a prescindere dal genere.

Non è più possibile prescindere dal necessario cambio di paradigma creando l'impianto giuridico per l'immediato allontanamento del maltrattante e il divieto del suo rientro in ambito di violenza domestica, attivando le Forze dell'Ordine e istituendo un Servizio di assistenza riabilitativa di sostegno e di supporto agli autori di violenza, con operatori specializzati, mettendo l'autore in condizione di valutare i rischi del ripetere comportamenti violenti, in particolare attraverso il riconoscimento della violenza e delle proprie responsabilità e l'apprendimento di attitudini alla convivenza e alla relazione non violenta.

Occorre cioè adottare la misura dell'immediato allontanamento e il divieto di rientro in ambito di violenza domestica.

Come del resto accade in altri Paesi Europei le Forze dell'Ordine su richiesta telefonica devono poter intervenire 24 ore su 24 sul posto dove si verifica la violenza o la lite familiare con i seguenti compiti:

– separare i contendenti per garantire la loro incolumità;
– verbalizzare in ufficio sia l'autore che la vittima (quando possibile e dopo visita medica);
– prendere le misure atte a garantire la sicurezza della vittima;
– decretare l'eventuale allontanamento dell'autore che crea un serio pericolo per l'incolumità fisica, psichica o sessuale di un membro della comunione domestica;
– segnalare alla Procura competente la presenza di minorenni che hanno assistito direttamente o indirettamente alle violenze;
– informare la vittima sulle possibilità di assistenza date dalla legge sull'aiuto alle vittime;
– informare l'autore sulle possibilità di sostegno offerte dallo Stato in struttura adeguata per almeno 30 giorni e quindi per 30 giorni il maltrattante non potrà rientrare al proprio domicilio;
– rilasciare la vittima che potrà invece tornare al proprio domicilio;
in presenza di reati gravi poter arrestare l'autore di violenza, trasferirlo in una strutture di cura e/o denunciarlo alla Magistratura;
–fare in modo che le associazioni/enti che in Italia si occupano della violenza domestica rimangano in contatto con la vittima o l'autore per eventuali problemi o consigli.

La nostra convinzione è che dietro ogni vittima di violenza vi è un autore che deve essere aiutato a riconsiderare il proprio comportamento, che chi usa violenza deve ricevere un messaggio coerente e chiaro da parte di tutti i settori e a tutti i livelli della società.

Siamo anche convinte che il sostegno e l'accompagnamento delle Istituzioni sono indispensabili se si vuole che le nuove disposizioni (perseguibilità d'ufficio, sospensione del procedimento, allontanamento dal domicilio, ecc…) producano i miglioramenti auspicati.

Certe che il cambio di paradigma auspicato possa essere avviato anche in Italia, ci mettiamo a disposizione con le nostre esperte

per studiare la normativa e proporre istanze;

– per definire le modalità dell'assistenza riabilitativa;

– per trovare una soluzione adeguata nelle situazioni di difficoltà, fragilità o deficienza di reddito, per fare con le vittime un bilancio della situazione e verificare le necessarie pratiche verso il sistema di protezione sociale;

– per cooperare con enti e istituzioni per l'elaborazione di una programmazione che tenga conto di un piano di intervento triennale, al fine di garantire continuità ed efficacia ai progetti e alle azioni di contrasto alla violenza;

– per cooperare con enti e istituzioni per l'individuazione di percorsi di liberazione e autonomia delle donne che fuoriescono dalla violenza, mediante l'introduzione di misure concrete e strutturate efficaci per garantire un'autonomia lavorativa ed abitativa.

25 Marzo 2020

Isa Maggi – Coordinamento nazionale Stati Generali delle Donne

Maria Lippiello – Comitato Scientifico degli Stati Generali delle Donne

Mirella Giannini - Stati Generali delle donne della Puglia

Rosaria Nelli – Stati generali delle Donne Hub, Stati Generali delle donne Abruzzo

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