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La vaccinazione dei bambini. Cosa chiedono i genitori

di Linda Laura Sabbadini

Ieri sono partite le prime prenotazioni per vaccinare i bambini da 5 a 11 anni. Mamme e papà di fronte al dilemma. In migliaia hanno cominciato. Ma la campagna inizierà il 16 dicembre.
Incredibile. Ci sembra strano, se torniamo indietro con la memoria di un anno. Allora il vaccino sembrava così lontano! E invece la scienza è riuscita a produrlo ín tempi così rapidi, e mica sempre è stato così.
Ci siamo in grandissima parte vaccinati. Ma ora arriva la decisione più difficile per una mamma o un papà.
Perchè, diciamocelo, una cosa è prendere una decisione per noistessi, una cosa per i bambini. Mille dubbi, telefonate, confronti,riflessioni. E bene che sia così, perchè ognuno di noi ha bisogno di informazioni adeguate, per poter scegliere. Tanto più quando è in gioco la salute fisica e psichica dei nostri bambini, la loro vita.
Un genitore di fronte al dilemma vaccino o non vaccino, dovrebbe rispondere come quando il bimbo ha il febbrone.
Chiama il medico e si fa dare istruzioni. Perché ha fiducia in lui.
Lui sa che cosa è meglio per il bimbo, ha le competenze che noi non abbiamo. Così deve essere per il vaccino. Il pediatra conosce gli studi che sono stati portati avanti in tutto i1 mondo , e indirizza nel modo giusto.
Le autorizzazioni dell'Ema non arrivano se non dopo severissime verifiche. Il metodo scientifico permette di valutare se è più rischioso vaccinarsi o non vaccinarsi. E anche per i bambiniemerge chiaramente dagli studi condotti e pubblicati nelle più
importanti riviste scientifiche internazionali che è meglio vaccinarli. Intanto perché anche i bimbi vanno a finire in ospedale o muoiono per il Covid 19. E poi perchè anche i bimbi possono essere affetti da long Covid ed avere conseguenze gravi
perla salute .
D'altro canto i bimbi non vaccinati rischiano di essere più deprivati in termini di relazioni coni pari, con i propri nonni, rischiano anche di doversi assentare da scuola e di non poter partecipare alle attività sportive o musicali. Pagando un
alto prezzo in termini di benessere psico-fisico.
Insomma le risultanze scientifiche sottolineano che non vaccinare fa correre maggiori rischi ai nostri bambini che vaccinare.
In questo caso non fare equivale a fare peggio. Ed e qui che scatta la responsabilità amorevole di un genitore. Non agire mette ancora più a rischio il proprio bimbo o la propria bimba.
L'atto di responsabilità e d'amore che il genitore svolge nel far vaccinare un figlio o una figlia si trasforma anche in un atto di responsabilità verso la comunità di appartenenza. Perché più bambini vaccinati significano minore probabilità che siano contagiati e quindi, minore diffusione del virus. Minore
probabilità che vengano da loro trasmessi ad adulti e anziani.
I genitori hanno diritto ad una informazione competente, cristallina. L'informazione deve essere capillare, deve partire daipediatri. Spiegare, spiegare, spiegare anche nelle scuole è fondamentale.
Ci siamo abituati in questi quasi due anni a fare í conti con la scienza più di quanto non sia successo prima. Abbiamo assistito a tante discussioni ed anche a tante esagerazioni ed alla diffusione di fare news. Mala stragrande maggioranza di noi ha capito che può fidarsi della scienza. E ha fatto il vaccino.
Credo che questa pandemia ci abbia fatto crescere nella capacità di fare le scelte giuste. Oggi facciamo con più consapevolezza quel che prima già facevamo più "naturalmente", seguire le indicazioni dei medici e degli scienziati. Le indagini dell'Istat segnalano alta fiducia dei cittadini verso di loro.
Abbiamo dubbi sui nostri bimbi? E naturale. Sarebbe preoccupante non averne. Parliamone con i pediatri.
Informiamoci con chi è realmente competente. Ma il governo metta in condizione i genitori di sentirsi sicuri della scelta del vaccino.
Ogni madre e ogni padre vuole fare il meglio per i propri figli. E lo farà se si sarà capaci di dare una informazione adeguata e capillare, e soprattutto con tanto calore ed empatia.

*Linda Laura Sabbadini è direttora centrale Istat Le opinioni qui espresse sono esclusiva responsabilità dell'autrice e non impegnano l'Istat

la Repubblica, 14/12/2021

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