Zelda e Scott

da | Feb 13, 2026 | Lei e Lui

Dopo la fine della Prima guerra mondiale, l’America conobbe un grande periodo di prosperità e sviluppo economico (che durerà circa un ventennio). La società fu pervasa dal consumismo di beni alla portata di tutti,  anche di ceti meno abbienti che poterono usufruire di un acquisto rateale e accessibile. Le case si riempivano di frigoriferi, aspirapolvere, lavatrici e altri piccoli oggetti di uso quotidiano, che parevano realizzare il mitico sogno di perfezione delle casalinghe americane mentre le automobili divennero un “accessorio” indispensabile per le famiglie a conferma di benessere o ricchezza. Cambiava l’architettura delle città e l’arte, la cultura in tutte le sue manifestazioni, il cinema passava dal muto al sonoro e le radio si  moltiplicavano. Tutto sembrava travolgere le persone in una follia collettiva in cui poterono prosperare, oltre al benessere e agli svaghi, anche gangsterismo e malavita.
La società fu dunque pervasa dal desiderio di rompere con il passato, compresi norme di vita e valori sociali. Fu inevitabile che le giovani generazioni fossero travolte e affascinate da quel clima di spensieratezza e benessere materiale. Galvanizzate e continuamente bramose di novità, esse misero in atto comportamenti anticonformisti, un nuovo modo di agire nelle relazioni di genere in cui le donne manifestarono le più vistose trasformazioni.
Per esse si andava definendo l’ascesa della cultura “flapper”, ovvero di ragazze emancipate e anticonformiste che adottavano nuovi stili di abbigliamento e di comportamento. Capelli a caschetto, occhi truccati e sopracciglia sottili, lunghe collane a più giri, l’uso di fumo e alcolici anche in pubblico, libere di guidare una propria automobile e ballare il charleston, il sesso vissuto in modo libero, la rivendicazione di scegliere per sé, di essere dunque libere da ogni schema legato alla cultura passata. Questa era la nuova identità della donna in quel periodo. Tuttavia, l’era delle flapper, così come i “ruggenti anni venti”, ebbe una fine improvvisa con il crollo di Wall Street nel 1929 e la successiva Grande Depressione americana.

Una di loro, Zelda Sayre nasce all’alba degli anni Venti a Montgomery, in Alabama, il 24 luglio 1900, in una famiglia importante, con un ruolo di spicco nella comunità. Nonostante l’atteggiamento severo del padre magistrato, Zelda verrà cresciuta come una ragazza viziata e libera. Talentuosa e indisciplinata, con la sua personalità esuberante , divenne un’interprete naturale di vizi e virtù delle donne di quella generazione. Poco interessata allo studio ma esibizionista, brillante tanto da non passare inosservata, specie tra i ragazzi. Nel 1918 Incontrerà Scott, l’uomo della sua vita.

Uno di loro, Francis Scott Fitzgerald nasce a Saint Paul, il 24 settembre 1896 da un gentiluomo aristocratico e cattolico e madre di origini irlandesi, romantica quanto inquieta. La sua adolescenza si alimenterà di ideali romantici e severo moralismo, che non lo abbandoneranno mai, neanche dopo avere raggiunto la maturità dello scrittore. La sua formazione presso la prestigiosa Università di Princeton, lo porterà a vivere forti contraddizioni tra l’ambiente rigoroso di appartenenza e l’allegra, spensierata vita di quel luogo, diviso tra feste, sport e musical. In quel posto prendeva vita la rappresentazione di uno stile a cui aveva sempre aspirato e represso. Arruolato come militare durante il primo conflitto mondiale a cui l’America partecipava, venne mandato in Alabama senza però mai partire per il fronte. Un periodo tedioso per un giovane che sognava un futuro in grande e nel quale maturava il grande scrittore*. Nel 1918, in occasione di una festa da ballo conoscerà  Zelda Sayre.

Da qui comincia la loro storia.
Affascinati entrambi dalle rispettive personalità svilupparono un rapporto tanto forte quanto infelice.
L’uno rapito da quella giovane donna dell’alta società, un po’ pazza quanto talentuosa e  carica di pretese, l’altra dal giovane intellettuale rigoroso quanto bisognoso di successo e di amore. Ma non poteva bastare il sentimento ad accontentare Zelda, la sua smania di grandezza, di ricchezza, di visibilità. Né a Scott che, arrivato alla fama e alla popolarità, mal sopportava gli eccessi esibizionisti della moglie. Neppure la nascita di una figlia potette sanare questo rapporto sempre più travagliato e malato. Lo sperpero, la noia, i tradimenti, i litigi e le incomprensioni fecero il resto. Zelda, sempre più instabile tentò il suicidio, Scott si diede all’alcol.
Nel 1929con  il crollo del colosso finanziario di Wall Street,  iniziò il declino dell’ “età del jazz” e iniziava quella della grande depressione americana. Tutti ne venero travolti.
Alle sue conseguenze non sfuggirono né Zelda, sempre più malata e sola né Scott, sempre più grande ma in crisi e sempre più alcolizzato. Scott morirà per infarto asoli 44 anni mentre, 8 anni dopo di lui,  Zelda morirà  a 47 anni in un incendio nella clinica psichiatrica in cui era ricoverata.

I particolari della vita di questa coppia, quasi diventata simbolica della storia americana di quegli anni, le grandi opere di letteratura che Scott ha lasciato in eredità e che ancora oggi ispirano il lettore, quanto lo spettatore dei film realizzati successivamente,  appartengono infine alla storia della grande letteratura americana e  al loro vissuto.

Si dice, afferma, mormora? non solo che Zelda fosse la musa ispiratrice di tutti i personaggi femminili dello scrittore, e non v’è  dubbio, ma che altresì lo avesse aiutato nella stesura di quegli scritti. Purtroppo, da sempre,  è  ricordata solo come la moglie di Scott.

immagine: gettyimages-515356938-1608538373.jpeg