da | Apr 30, 2026 | Comunicati

COMUNICATO STAMPA

Gli Stati Generali delle Donne celebrano il voto storico del Parlamento Europeo e accolgono con profonda soddisfazione e commozione l’adozione della risoluzione da parte del Parlamento Europeo per una legislazione UE contro lo stupro basata esclusivamente sull’assenza di consenso.

Con 447 voti favorevoli, l’Europa ha inviato un segnale inequivocabile: la dignità e l’autodeterminazione delle donne non sono negoziabili. Esprimiamo il nostro più sentito ringraziamento a tutte le europarlamentari e gli europarlamentari che hanno sostenuto questa battaglia di civiltà, portando in Aula le istanze che la nostra rete promuove da anni.

La risoluzione, firmata dalle eurodeputate Evin Incir e Joanna Scheuring-Wielgus, chiede alla Commissione Europea di superare i limiti della direttiva del 2024, introducendo una normativa complementare che allinei finalmente l’Unione agli standard della Convenzione di Istanbul.

“Non può esserci spazio per ambiguità: il silenzio, la mancata resistenza fisica o una relazione pregressa non costituiscono mai un consenso. Solo un sì libero e consapevole definisce un rapporto rispettoso.”

I punti fondamentali della risoluzione sostenuti dagli Stati Generali delle Donne:

  • Superamento del paradigma della forza: sollecitiamo gli Stati membri che ancora fondano la definizione di stupro sulla violenza fisica ad aggiornare le proprie leggi. Lo stupro è tale quando manca il consenso, indipendentemente dall’uso della forza.
  • Riconoscimento del trauma: è fondamentale che la legislazione e la pratica giudiziaria tengano conto delle risposte traumatiche come l’immobilità temporanea o la compiacenza forzata.
  • Supporto olistico e centrato sulla vittima: chiediamo l’accesso garantito a cure mediche immediate, supporto psicologico e assistenza legale gratuita, inclusi i servizi per la salute sessuale e riproduttiva e l’accesso all’aborto sicuro.
  • Prevenzione &Formazione: sosteniamo con forza la richiesta di formazione obbligatoria per magistrati, forze dell’ordine e operatori sanitari, nonché l’introduzione di linee guida europee sull’educazione alla sessualità e al consenso per contrastare la cultura del possesso e la propaganda d’odio online.

Verso il riconoscimento della Violenza di Genere come “Eurocrimine”

Ribadiamo, insieme all’Eurocamera, la necessità urgente di includere la violenza di genere tra i reati europei. Questa non è solo una battaglia legale, ma una rivoluzione culturale necessaria per garantire che nessuna donna, in nessuna parte d’Europa, debba più sentirsi sola o non tutelata dal diritto.

Gli Stati Generali delle Donne continueranno a vigilare affinché queste raccomandazioni diventino al più presto realtà normativa in ogni Stato membro.

Il tempo del silenzio è finito. Oggi vince la libertà.

Ufficio Stampa – Stati Generali delle Donne

isa.maggi.statigeneralidonne@gmail.com