In vista dell’8 marzo, ricorrenza che quest’anno assume una valenza simbolica e politica straordinaria in quanto celebrata nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, Isa Maggi, Coordinatrice Nazionale degli Stati Generali delle Donne e Presidente di Sportello Donna e Fondazione Gaia, lancia un monito necessario al sistema Paese.
Nel panorama sociale ed economico attuale, troppo spesso si tenta di liquidare la riflessione sulla parità di genere come un esercizio anacronistico. Eppure, avverte Maggi, è proprio la percezione di un traguardo ormai raggiunto a nascondere l’insidia più profonda: lo scarto persistente tra la parità formale, sancita dalle carte costituzionali, e la parità sostanziale che fatica a trovare riscontro nella realtà quotidiana delle donne.
“Celebrare l’8 marzo nel 2026 non significa ricorrere alla dimensione rituale delle cene o al valore puramente simbolico della mimosa” – dichiara Isa Maggi – “ma riflettere sull’imprescindibile contributo che le donne hanno offerto alla costruzione democratica del Paese in questi ottant’anni di vita repubblicana. Parlare ancora di questo tema non è retorica, ma una necessità impellente per decodificare le complessità di un mercato del lavoro che, pur vedendo le donne protagoniste nei percorsi formativi d’eccellenza, ne ostacola ancora la piena realizzazione professionale”.
I dati sul gender gap in Italia continuano a delineare una realtà inequivocabile: un tasso di occupazione femminile sensibilmente inferiore alla media europea e il fenomeno strutturale delle dimissioni per motivi familiari, che conferma come l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro sia ancora percepita come un peso esclusivamente femminile.
“Questo squilibrio impoverisce l’intero tessuto produttivo, privandolo di competenze e visioni strategiche fondamentali” – prosegue la Presidente di Sportello Donna. “La vera sfida risiede nel superamento di questa visione unilaterale, coinvolgendo attivamente gli uomini e i padri come attori primari del cambiamento culturale. È necessaria una sinergia profonda tra sistema formativo, imprese e governi locali: gli Enti Locali devono trasformarsi in veri e propri laboratori di innovazione sociale, capaci di orientare le nuove competenze verso le transizioni digitale e verde”.
In occasione di questa ricorrenza, gli Stati Generali delle Donne, Sportello Donna e Fondazione Gaia rinnovano il loro impegno per una crescita che sia equa, resiliente e realmente sostenibile. L’invito è rivolto a tutte le istituzioni: l’uguaglianza deve smettere di essere un mero articolo di legge per diventare la cifra distintiva e condivisa di un Paese che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici democratiche.

