13 Novembre, giornata mondiale della gentilezza.

da | Nov 15, 2025 | L'opinione

Quanto stride e quanto contrasto fa con il mondo di oggi, questa bellissima giornata mondiale della gentilezza. Un dono sprecato al cospetto di un quotidiano sempre più arrogante, fatto di millantatori, omicidi di figli verso genitori, di genitori contro figli, di abuso di droga, di criminalità ,di bullismo e tanto altro che nulla ha a che fare con il senso del rispetto di noi stessi, degli altri e del vero significato della vita.
Ma questa giornata offre lo spunto di invitare i bambini, a partire dalle scuole elementari, all’educazione, al rispetto e alla gentilezza. Valori fondamentali su cui intessererelazioni positive e costruttive con gli altri, lasciando perdere quel comune pensiero quotidiano che chi è gentile è perché è debole.

Ma cos’è mai la debolezza al cospetto della forza? E poi chi è in grado di specificare con esattezza ciò che si traduce con la parola “Debolezza” – “Fragilità”- e “Forza” – “Arroganza”? Essere gentili significa ascoltare, rispettare e mostrare empatia verso gli altri, contribuendo a creare un ambiente di supporto reciproco. La gentilezza è un potente antidoto verso i soprusi e le prepotenze.

Mark Twain diceva: ”La gentilezza è una lingua che il sordo può sentire e il cieco può vedere”, chiaro riferimento alla gentilezza come messaggio universale e comprensibile da tutti, capace di unire le persone al di là delle differenze e quindi trova terreno fertile all’interno del processo educativo, permettendo di creare un ambiente inclusivo che favorisce l’apprendimento e che rende più semplice le relazioni con gli altri. Ed è formativo riconoscere gli atti di gentilezza per creare un ambiente positivo e stimolante. Una sorta di messaggio di piccoli gesti di gratitudine o semplici parole di apprezzamento che rafforzano la motivazione degli studenti a replicare tali azioni.

E’ la speranza di un mondo migliore anche e, soprattutto, costruendo un rapporto di collaborazione tra scuola e famiglia, fin dalla più tenera età. Sì, proprio quell’età scolare in cui, oltre la didattica, c’è l’educazione al rispetto delle regole e di quella sensibilizzazione che sfocia nella gentilezza. E, per far questo, ci vuole assoluto bisogno della formazione fin dalla più tenera età.
Sì, la gentilezza che è grande forza, non debolezza e fragilità.

Salvino Cavallaro