Relazione introduttiva al Giubileo delle Donne, Roma 29/30 Novembre 2025

da | Dic 4, 2025 | Testimonianze e contributi

Giubileo delle donne
29 e 30 novembre 2025, ROMA

STATI GENERALI DELLE DONNE
ALLEANZA DELLE DONNE
CITTA’ DELLE DONNE
FONDAZIONE GAIA

Relazione Isa Maggi
Coordinatrice nazionale degli SGD

 

Siamo qui riunite per riflettere su un concetto che è al tempo stesso intimo e universale: la speranza. Ma non intendiamo la speranza come un vago e confortevole rifugio in un futuro incerto. Al contrario, ispirati dalle parole di Papa Francesco all’apertura del Giubileo, siamo chiamate a riconoscere la speranza per ciò che realmente è: una forza motrice, politica e trasformativa che esige la nostra azione immediata. La speranza non può rimanere confinata nell’ambito della devozione personale o dell’anelito interiore. Essa è intrinsecamente legata alla polis, alla comunità, alla gestione della cosa pubblica. La speranza, infatti, “ha bisogno di soggetti che la agiscano” nel tessuto sociale, economico e istituzionale.

Una speranza senza politica, senza azione nel qui e ora della realtà, è destinata a rimanere sterile. È un semplice desiderio, un sospiro. La vera speranza, invece, si manifesta nel coraggio di:
– Progettare il Bene Comune
– Costruire la Giustizia
– Affrontare le ingiustizie con strumenti concreti

“Dove sono dunque i soggetti attivi e integri, capaci di sperare agendo, di incarnare la speranza nel loro modo di vivere?”
Questa non è una domanda retorica; è una chiamata alla responsabilità. La speranza cerca volti, mani e cuori che la rendano visibile.
Siamo noi che rifiutiamo la logica della rassegnazione e dell’immobilismo. Siamo noi che di fronte a un problema, non ci lamentiamo ma ci chiediamo “Cosa posso fare io? Come posso contribuire a cambiare questa situazione?”

L’integrità è fondamentale. L’azione ispirata dalla speranza deve essere eticamente solida, trasparente e orientata esclusivamente al bene dell’altro e della comunità. Solo in questo modo l’azione diventa credibile e contagiosa.
Papa Francesco ci avverte che “la speranza non è un vago anelito“. Questa distinzione è cruciale. L’anelito è passivo; la speranza è dinamica.
La speranza è definita come “un modo di essere e di agire” che ha un fine preciso e potente: “trasformare le situazioni oppressive nel senso della liberazione e della guarigione della realtà.”

Pensiamo alle sfide che ci circondano, dalle disuguaglianze economiche alle crisi ambientali. Queste sono le “situazioni oppressive” che interpellano la nostra speranza politica.

  • Trasformazione significa creare nuovi modelli economici più equi, non solo rattoppare i vecchi.
  • Liberazione significa abbattere i muri dell’esclusione, della discriminazione e del pregiudizio.
  • Guarigione significa investire nella cura, nell’educazione e nel ripristino dell’ambiente, riconoscendo il valore intrinseco di ogni persona e di ogni elemento del creato.

La speranza è l’impegno a rendere reale un futuro migliore, non semplicemente attenderlo. È la coraggiosa determinazione a mettere le mani nel fango della realtà per modellarla secondo i principi della giustizia e della dignità umana.

L’invito che emerge da questa riflessione è chiaro: smettiamo di avere speranza, e iniziamo ad essere speranza. Diventiamo noi stessi i soggetti politici e integri che agiscono per la liberazione e la guarigione del mondo. È in questo agire concreto che la speranza trova la sua verità e la sua forza inesauribile.

Il concetto di “Giubileo” affonda le sue radici nella Sacra Scrittura, dove la parola assume il profondo significato di restituzione e riscatto. Questa prospettiva biblica di rinnovamento e ripristino funge da fondamento per il “Giubileo delle donne”.
L’intento programmatico di questo Giubileo è realizzare un’intersezione significativa tra storia, contemporaneità, arte e spiritualità. Non si tratta solo di una commemorazione, ma di un momento di riflessione attiva sui temi attuali della società, in linea con il senso profondo del Giubileo come tempo di riconsiderazione e riequilibrio sociale.

In questo contesto, vengono posti in primo piano due nodi cruciali della vita contemporanea:
Il lavoro: inteso nella sua dignità, equità e accesso per le donne.
La violenza: affrontata nella sua drammaticità e come urgenza di cambiamento culturale e sociale.

Questi temi non sono solo oggetto di dibattito, ma diventano il catalizzatore di una più ampia chiamata collettiva all’assunzione di responsabilità. Questo appello culmina nell’evento artistico, il concerto intitolato “Nessun Dorma” che non è solo una performance, ma un vero e proprio manifesto etico e sociale.

Rappresentiamo qui il ruolo delle donne come costruttrici di pace che si estende in modo cruciale alla cura della Madre Terra, ponendoci come una diretta espressione dell’Ecologia Integrale promossa dall’enciclica Laudato Si’.

La tesi centrale del movimento riflette pienamente il principio fondamentale della Laudato Si’: l’esistenza di una matrice comune e interconnessa in tutte le forme di degrado.

La constatazione che la violenza contro le donne e quella inflitta all’ecosistema condividono la medesima matrice patriarcale ed è la declinazione della tesi di Papa Francesco secondo cui “non ci sono due crisi separate, una ambientale e una sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale” (LS, 139).

Il modello che considera il corpo femminile e il corpo terrestre come risorse da sfruttare senza limiti è l’essenza stessa del paradigma tecnocratico criticato dall’enciclica (LS, 101-105), il quale promuove un dominio illimitato sulla realtà.

In questa prospettiva, combattere la violenza di genere è indissolubilmente legato alla lotta per la giustizia ambientale e la salute del Pianeta. Le donne, spesso le più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico e dello sfruttamento delle risorse, sono viste come le principali custodi della vita e della biodiversità.

Difendere l’integrità del corpo femminile e quella del corpo terrestre significa operare per una conversione ecologica (LS, 217), rifiutando la logica dello scarto e del dominio per abbracciare quella della cura e dell‘interdipendenza.

Le donne, in quanto costruttrici di pace, attuano concretamente l’Ecologia Integrale ristabilendo l’armonia tra l’ambiente, le relazioni sociali e la dimensione spirituale, ponendo al centro il valore intrinseco di ogni persona e di ogni creatura.

Oggi, attraverso la potenza evocativa dell’arte e della musica, con l’evento “Nessun Dorma” si amplifica il messaggio del Giubileo: richiamare tutti e tutte, individualmente e collettivamente, a non rimanere indifferenti di fronte alle ingiustizie – il mancato riscatto e la mancata restituzione – e ad agire concretamente per un futuro di maggiore giustizia e parità. Il titolo stesso è un’esortazione a vegliare e a impegnarsi, trasformando il Giubileo da ricorrenza spirituale a catalizzatore di rinnovamento civico e umano.

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