Non è facile scegliere un libro da regalare.
Non basta pensare al genere della persona, all’età, alla formazione culturale. Perché si legge sempre meno e chi ha interessi specifici ha a disposizione una quantità sconfinata d’informazioni on line.
Nella kermesse generalista dell’editoria di oggi, basta entrare in una libreria fornita per uscire con una grande confusione in testa.
Grazie ad un libro da poco uscito in libreria ma che ha sollevato subito l’attenzione dei media, ottime recensioni, riconoscimento per l’interesse che suscita, la mia scelta non ha dubbi e so che mi ringrazieranno.
Parlo de “Il Paese che Conta”, di Linda Laura Sabbadini, edito da Marsilio.
Questo libro attira l’attenzione già dall’immagine. Nei toni del bianco e del nero, come il sentire comune dei tanti italiani in fuga per un weekend imbottigliati in autostrada dal traffico, vuoi in quegli anni ’60 come oggi, fosse solo per raggiungere il litorale.
E’ un romanzo? Una storia di cronaca? Un saggio?
Direi, più semplicemente, un racconto di vita, dei suoi protagonisti, delle lotte sociali e politiche che hanno vissuto, delle trasformazioni che hanno attraversato le loro esistenze.
Una testimonianza, un percorso di formazione scritto in modo da coinvolgere il lettore, per appassionarlo come una “saga”, quella degli ultimi decenni dell’Italia.
Nei quali agirono gli scossoni prodotti Il Movimento operaio, il Movimento studentesco, il femminismo. Raccontati oggi come “medio evo” eppure solo poco fa nei tempi della storia. Dipende solo dal momento in cui accadono e dal modo in cui si raccontano.
E ancora, questo libro privo (meno male!) di tabelle ma scritto con uno stile chiaro e appassionato, dà un volto ai numeri e li trasforma in persone, rende valore sociale alle loro vite e la dignità storica alle loro esistenze. Spiega come e quante forze hanno agito per offrirci il presente.
Il merito va tutto all’autrice.
Linda Laura Sabbadini è stata per anni direttrice dell’Istat e pioniera delle statistiche di genere.
Convinta da sempre che i numeri debbano essere trasparenti, liberi da ideologie, da letture di comodo ha in parte rivoluzionato un metodo scientifico di ricerca e analisi con approcci “umanistici”. Di cui la caratteristica principale è stata l’attenzione alle persone (e alle donne) nella raccolta e nell’uso delle informazioni.
Nel ripercorre date e numeri in questo libro, ho provato la sensazione di essere seduta in poltrona a rivedere un film che forse ho interpretato insieme a tante altre e altri, a cui di certo ho partecipato.
Forse ha messo, se non in pace a riposo, la mia anima combattiva di donna e persona con la certezza che, all’interno dei numeri, io come tutte/i, abbiamo fatto in modo che questo Paese avanzasse verso il futuro.



