Intervento di Pia Locatelli, Presidente onoraria Internazionale socialista donne e Presidente del Comitato Promotore del Centenario di Anna Kuliscioff alla consegna
del PREMIO ANNA KULISCIOFF 19-12-25 presso l’aula 113 dell’Università degli Studi di Milano
Con il premio di oggi è la figura della dottora dei poveri che vogliamo ricordare.
Anna Kuliscioff è stata tra le prime donne laurearsi in medicina in Italia e con la sua tesi sulle origini delle febbri puerperali ha contribuito ad aprire strade che avrebbero salvato migliaia di donne.
AK era una scienziata che ha messo la sua scienza disposizione delle classi umili: la dottora dei poveri, soprattutto delle povere, una definizione che rappresenta plasticamente la sua sintesi tra ricerca, professione e impegno politico ispirato all’ umanesimo socialista.
Nonostante Milano fosse città avanzata (anche allora?) rispetto al Paese, non le fu permesso di lavorare alla Ca’ Granda, l’ospedale cittadino per eccellenza. Si prese cura dei poveri nel suo studio o a domicilio, nell’ambulatorio medico gratuito di Alessandrina Ravizza e più tardi,Al sabato, nell’ambulanza messa a disposizione dalla Camera del lavoro.
Il Premio AK 2025 èquindi l’atto che chiudesignificativamente le celebrazioni del centenario di cui vorrei brevemente dar conto. Le celebrazioni hanno attraversato tutta l’Italia, perché Anna Kuliscioffnella sua vita fatta di molte vite ha percorso gran parte del nostro Paese.
Una vita in movimento la sua, in gioventù soprattutto nelle città europee, e poi nel nostro Paese per i suoi impegni politici, per la sua curiosità e“vivacità” di approccio alla vita, per le sue vicende personali, anche amorose e, con riferimento specifico all’Italia, per la scarsa disponibilità di qualche università del tempo nonad accogliere una donna ma ad accogliere una donna“eterodossa”, una single mother, una “nota socialista” quindi sovversiva, e consentirle di conseguire una laurea in medicina. Sarà alla fine a Napoli, città più accogliente di altre, che Anna Kuliscioff si laureerà. Il “viaggio” delle celebrazioni è iniziato il 9 gennaio a Milano con l’inaugurazionedella mostra “IO, ANNA KULISCIOFF”: una raccolta di documenti e oggetti che ci hanno fatto respirare l’ambiente in cui è vissuta e il contesto politico e sociale in cui Anna Kuliscioff si è trovata ad operare. Le miglia di visitatori e l’apertura prolungata confermano il successo della mostra. Da Milano a fine aprile una mostra itinerante è poi partita verso altre città italiane in cui Anna soggiornò,studiò, lavorò, si innamorò.
Anna Kuliscioff era determinata, non conformista, coraggiosa; una femminista libera ed autonoma nel pensiero, a volte in polemica con le femministe “borghesi”, a volte in polemica con il suo partito ed il suo compagno di vita.Era donna moderna nella consapevolezza dell’importanza della comunicazione, strumento di diffusione delle idee e di formazione delle persone: una sola citazione: La Difesa delle Lavoratrici, primo periodico nazionale delle donne socialiste alle quali spetta storicamente la primogenitura della militanza in un partito vero e proprio.
Insieme alla mostra un intenso programma di iniziative, un filo che si è snodato lungo l’itinerario geografico e biografico della vita di Anna Kuliscioff.Le attività svolte sono andate ben oltre le previsioni iniziali: il calendario si è arricchito di mese in mese per numero di iniziative, luoghi coinvolti e modalità per raccontare Anna Kuliscioff: incontri, convegni, seminari, recital, intitolazioni di vie in citta grandi e piccole località, di parchi e giardini; apposizione di targhe in luoghi significativi della vita di Anna. Iniziative a Milano,poi a Firenze, Torino, Pavia, Treviso, Lugano, Cagliari, Roma, Novara, Ravenna, Padova, Forlì, Monza, Rovigo, Como, Imola, Rende, Nizza a cui si aggiungono iniziative in centri minori.…Alle iniziative organizzate dalla Fondazione Kuliscioff e dal Comitato per il centenariose ne sono aggiunte di nuove organizzate da altri soggetti: una moltiplicazione fatta di sinergie positive.Particolare valore simbolico ha assunto il Convegno tenuto presso il Senato (ci ha ospitato la senatrice a vita Elena Cattaneo) per segnare luogo, funzione e potere che ai tempi di Anna Kuliscioff erano impediti alle donne. “Portando Anna Kuliscioff” in Senato abbiamo voluto riparare simbolicamente ad un torto ad una delle figure femminili più significative della storia politica italiana e del socialismo italiano ed europeo, riconoscendole,altrettanto simbolicamente, un diritto ingiustamente negato.
Anna Kuliscioff era una donna poliedrica, dalla vita ricca di interessi, passioni, impegni, una vita fatta di molte vite (cito Liliana Gazzetta, docente a Ca’ Foscari). Ciascuna di noi può davvero trovare nel “lavoro” di Anna Kuliscioff ispirazione e “pezzi” del proprio impegno. Era soprattutto una donna tenace, attrezzata per non arrendersi mai, consapevole che non esistono atti miracolosi, ma azionicostanti e coerenti e questa sua consapevolezza e spirito indomito li ritroviamo nel brano di una lettera a Filippo Turati nell’agosto del 1901:“Bisogna aver una tenacia, una serenità, una filosofia olimpica per resistere a tutta questa gran commedia della vita, senza perdere la fiducia che a qualche cosa pur giova quel “poco” che si fa”.

