Parità di genere: perché le giovani lasciano l’Italia per cercare un futuro all’estero

da | Gen 19, 2026 | Donne e lavoro

Secondo il rapporto CNEL, la nuova emigrazione è sempre più femminile. Tra le motivazioni per abbandonare il nostro Paese, prevalgono quelle legate alla ricerca di pari opportunità a livello di lavoro, diritti, welfare. Urgono cambiamento culturale e azioni concrete e non avessimo ancora capito che le 30-40mila giovani donne che ogni anno lasciano l’Italia per andare altrove a cercare un futuro cercano anche una parità che nel nostro Paese non esiste, arriva un rapporto CNEL a metterlo nero su bianco. Dice il fitto report – Lattrattività dellItalia per i giovani dei Paesi avanzati – che se una volta ad andare via dall’Italia erano soprattutto i maschi o, tuttalpiù, le famiglie, la nuova emigrazione è sempre più femminile (la quota è salita di oltre quattro punti, dal 43,8% nel 2011 al 48% nel 2024), che le giovani che emigrano sono nettamente più istruite dei coetanei maschi e che tra le motivazioni per emigrare prevalgono nelle femmine quelle legate alla ricerca di parità di genere: e difatti, “migliori opportunità di lavoro” è indicato dal 17,7% delle giovani intervistate tra i 18 e i 34 anni, rispetto al 15,5% dei giovani, “maggior riconoscimento dei diritti civili e maggiore efficienza del sistema di welfare pubblico” dal 16,2% delle femmine contro l’11,2% dei maschi, voce che registra il maggiore divario di genere (queste due voci sono rispettivamente al primo e secondo posto tra le motivazioni indicate dalle donne). Scrive il CNEL che al crescere dell’istruzione aumenta la consapevolezza femminile della discriminazione elevata e persistente che in Italia impedisce alle giovani di esprimere tutte le loro capacità e, quindi, sale il loro desiderio di andarsene in Paesi dove tale discriminazione è percepita decisamente minore o inesistente. “Le giovani italiane non sono più disposte a tollerare la discriminazione di genere che impedisce loro di partecipare pienamente alla vita sociale in generale e al mondo del lavoro in particolare”, scrive su huffingtonpost.it l’economista Luca Paolazzi, che peraltro è anche coordinatore del gruppo CNEL sull’attrattività dell’Italia per i giovani. In testa ai desideri c’è il bisogno di vedersi finalmente riconosciute le proprie competenze senza discriminazioni, attraverso pari opportunità di carriera e di stipendio e contesti che favoriscano la maternità, con un welfare elevato che aiuti a conciliare figli e lavoro, senza che si debba drammaticamente scegliere, come accade in Italia, tra l’uno e gli altri o pagare duramente nel caso li si abbracci entrambi.