Per non dimenticare la Shoah nel giorno della memoria

da | Gen 26, 2026 | Testimonianze e contributi

 

 

Già, per non dimenticare. Spesso usiamo questa frase per significare l’importanza della memoria, del ricordo di fatti e accadimenti che hanno segnato la storia dell’uomo nel mondo. E per antonomasia, quando si parla, si ascolta o si scrive per non dimenticare sollecitando la memoria legata all’anima di ognuno di noi, ecco che il pensiero corre veloce alla Shoah. “Ogn’anno il 27 gennaio…..”. Un appuntamento importante con la memoria, il ricordo dell’Olocausto. Un qualcosa che ancora oggi stringe il cuore, lascia ferite profonde soltanto al pensiero di come l’uomo abbia potuto permettere a se stesso una così aberrante ferocia verso il genere umano. Il genocidio del popolo ebraico, le uccisioni e le torture di donne, bambini, vecchi, da parte della Germania Nazista e dei suoi alleati è follia pura.

E’ la pagina più brutta e angosciante che la storia del mondo abbia scritto negli annali dell’esistenza umana. Altre guerre e altri fatti tremendi si sono succeduti fino ad oggi, ma la Shoah resta l’emblema eclatante della cattiveria umana che si spinge oltre ogni limite. Con il termine Shoah fu ufficialmente indicato lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti tedeschi. Si tratta di un giorno particolare che non può passare inosservato e lasciarci insensibili. Questo non è davvero possibile per noi, per i nostri figli e per le generazioni che verranno.

Noi che ci occupiamo di informazione, che scriviamo di tutto e di più dei fatti riguardanti le vicende quotidiane, ci sentiamo coinvolti nel partecipare attivamente al pensiero verso una storia che ha segnato sicuramente la pagina più aberrante della genesi dell’uomo. L’attualità, infatti, ci pone continue riflessioni che ci mettono a nudo di fronte all’interrogativo del significato profondo della vita nel rispettare le diverse ideologie politiche, religiose, razziali, sessuali, che faticano a imporsi come sentimenti legati alla democrazia e al rispetto della diversità. Per questo motivo desideriamo un momento di ulteriore riflessione, di silenzio, di deferenza verso chi ha perso la vita in maniera assurda quanto atroce.

La speranza che l’uomo impari dai propri marchiani errori commessi nella storia, deve sempre essere viva. 81 anni dopo Auschwitz e a seguito di nuovi fatti di guerre, razzismo e di pericoloso fanatismo, ci chiediamo quale sarà il futuro del mondo, cosa succederà alla memoria della Shoah quando scomparirà anche l’ultimo sopravvissuto e i suoi figli saranno qui per continuare a testimoniare. E, se da una parte ci sentiamo sconfortati al pensiero che il sacrificio di vite umane non insegni nulla all’uomo per ravvedersi, dall’altra parte desideriamo vivamente, anche attraverso la giornata della memoria, aggiornare le nostre coscienze che troppe volte davvero sembrano essere alla deriva di tutto.

Salvino Cavallaro