Nome di battaglia “Mimma”
Storia di Irma Bandiera, partigiana
Il primo romanzo che racconta la storia della partigiana Mimma Irma Bandiera. Una meticolosa ricostruzione, basata su documenti desecretati, memorie personali, interviste ai protagonisti, fotografie d’archivio riservate, verbali giudiziari e perizie medico-legali. Un viaggio nella storia che rende omaggio a un’eroina della Resistenza.

Sinossi
Bologna, 21 novembre 1920. Due sorelline giocano a nascondino nel cortile di casa. Irma, la più piccola, corre a nascondersi e Nastia la cerca senza riuscire a trovarla. Nel frattempo, nel cuore della città, i fascisti scatenano violenti scontri che culmineranno nella strage di Palazzo D’Accursio.
Inverno 1943. Irma si trova nel borgo di San Giobbe, nella Bassa bolognese. Non è sfollata da Bologna a causa dei bombardamenti, ma ora vive dalla nonna, dove da bambina la chiamavano Mimma. Adora i luoghi della sua infanzia: prati, giochi, ciclamini, lucciole, leggende e persino i fantasmi e l’Uomo Nero, in un tempo senza la guerra.
Irma organizza una festa di fine anno e invita molti giovani, tra cui Dino e Virgilio, che fanno parte dei nascenti gruppi partigiani. Alla festa partecipano anche Flora e Renato, entrambi adolescenti.
Renato è un ragazzino vivace che fischietta con piacere Ma l’amore no, la canzone che risuonava alla festa. Flora, pur essendo giovanissima, è già una donna a tutti gli effetti e si sente attratta da lui.
Irma ha il fidanzato disperso in guerra; pur essendo contraria al fascismo, non condivide le azioni violente dei partigiani. Tra lei e Dino, studente e partigiano, nasce comunque un’amicizia affettuosa. Dino è colto e attraente, proviene da una famiglia di socialisti e con l’amico Virgilio è uno dei primi partigiani del posto.
La madre di Irma, preoccupata per il possibile coinvolgimento della figlia nella Resistenza, chiede al padre di metterla in guardia dai pericoli che potrebbe correre.La città viene bombardata e un ordigno colpisce il carcere. Dino, arrestato da pochi giorni, rischia di morire tra le macerie. Per fortuna viene liberato, ma i fascisti lo costringono a rimanere chiuso in casa. Decide quindi di entrare in clandestinità, con il nome di battaglia di Marco.Irma comincia a comprendere le ragioni delle azioni dei partigiani, anche quelle più estreme. Flora e Renato si schierano dalla parte dei partigiani, anche se Flora è figlia di un fascista. Le manifestazioni contro la guerra si susseguono, insieme agli attentati dei partigiani contro fascisti e tedeschi. Irma riflette sull’idea di contribuire alla Resistenza, mentre la madre cerca di contattare Dino per dissuaderla. Irma è tormentata e confusa, ma comincia a rendersi conto che opporsi alla prepotenza fascista non può avvenire senza una lotta armata. L’8 aprile è il suo compleanno; Renato e Flora le regalano un vaso di ciclamini, il suo fiore preferito. Ma è una parentesi rosa che dura un soffio: durante una manifestazione di protesta, i fascisti sparano sulla folla e tra i feriti c’è anche Flora. Irma decide di diventare partigiana, a qualunque costo. Cerca complicità nella rete antifascista e stringe amicizia con Nicoletta, la segretaria delle staffette bolognesi. Grazie all’aiuto di Virgilio, entra nei partigiani con il nome di Mimma.Le sue prime azioni consistono nel trasportare chiodi a tre punte, utilizzati per forare gli pneumatici ai tedeschi, e nella consegna di documenti falsificati alle basi. Mimma ci mette tutto: cuore, sagacia e sangue freddo.
Tuttavia, quando i partigiani uccidono un ufficiale tedesco e un gerarca fascista, la rappresaglia non si fa attendere.
Poco prima di mezzanotte, una squadra fascista irrompe nella casa di Irma e l’arresta. Insieme ad altri rastrellati, viene portata in una prigione vicina, ma lei è rinchiusa in isolamento.
Una Fiat 1500 nera la preleva e la trasferisce in un luogo segreto a Bologna.
Mimma sa che la interrogheranno e dovrà resistere almeno quarantotto ore, il tempo necessario ai compagni liberi di mettersi al sicuro. È la prima cosa che ha imparato quando è diventata partigiana: resistere e mantenere il silenzio.
Tutti si chiedono dove Mimma sia imprigionata. In una macabra versione del gioco del nascondino, la cercano la sorella, la madre, la zia, Renato, Flora e i compagni partigiani. Dino e Virgilio, ancora latitanti, devono rimanere nell’ombra, impotenti.
Flora e Renato riescono a localizzare la prigione di Irma e si dirigono verso il carcere. Da fuori, Renato inizia a fischiettare Ma l’amore no: Irma riconosce la melodia e si sente rincuorata. Purtroppo, la speranza svanisce quando realizza che la sua liberazione è ancora lontana.
I fascisti la interrogano e la torturano per sei giorni e sei notti, ma lei resiste, rifiutandosi di rivelare i nomi e i luoghi dei suoi compagni.
Per trovare la forza, si rifugia nei ricordi della sua infanzia a San Giobbe. Riaffiorano però i fantasmi e l’Uomo Nero, non più innocenti racconti di un tempo, ma figure inquietanti di una realtà tragica.
La sera di domenica 13 agosto, la Fiat 1500 nera la conduce in una zona buia della città. Gli sgherri fascisti la trascinano sulla strada e la uccidono a colpi di pistola.
Il suo corpo insanguinato giace esposto sul selciato fino al mattino successivo.
I passanti, impauriti, fingono di non conoscerla e sussurrano il suo nome; alla fine, la notizia arriva ai suoi cari.
rma viene portata alla Medicina Legale, dove un medico antifascista la fotografa di nascosto per documentare il crimine. Al funerale partecipano solo una dozzina di persone, tra cui Flora e Renato, che stanno in disparte per non attirare l’attenzione
dei fascisti.Dino osserva il funerale da lontano e, dopo che le spie fasciste se ne sono andate, si ferma davanti alla tomba di Irma per darle il suo ultimo saluto.
L’8 aprile 2017, due anziani coniugi si recano al monumento dei partigiani, dove si trova il loculo di Irma Bandiera. Flora e Renato portano un nuovo vaso di ciclamini in occasione del suo compleanno.Pochi giorni dopo, sulla facciata di una scuola elementare di Bologna, viene inaugurato un murale che ritrae il volto variopinto della partigiana Irma Bandiera.
Lo sguardo di Mìmma è rivolto in alto verso il cielo, fiero e sorridente.

