A cura di Michele Spinelli
Dove: z2o Sara Zanin, via Alessandro Volta 34 – Roma
Opening: sabato 21 marzo 2026 dalle 16 alle 21
Quando: fino al 6 maggio 2026
Orari: da martedì a sabato, dalle 12 alle 19
Informazioni: +39 0680073146 | info@z2ogalleria.it
Il corpo come struttura instabile e relazionale
L’esposizione segna il primo confronto dell’artista con l’architettura del nuovo spazio espositivo della galleria e coincide con una poderosa produzione pittorica che introduce un’evoluzione decisiva nel suo percorso. Selimbašić ha costruito un linguaggio riconoscibile, concentrato sul corpo umano come campo di ricerca plastica ed emotiva. I dipinti eliminano ogni elemento scenografico restituendo il corpo come struttura instabile e relazionale.
In questa serie l’artista compie un cambio di passo anche sul piano cromatico, la tavolozza si fa compressa, grazie a campiture quasi monocrome che trattengono l’immagine in una sospensione densa, accentuandone un conflitto interno.
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La mostra
Il titolo suggerisce una dimensione collettiva, ma si evita qualsiasi approccio descrittivo, piuttosto che rappresentare un immaginario riconoscibile, Selimbašić assorbe una memoria culturale stratificata. Le composizioni si concentrano sulle gambe, colonne carnali attraversate da una tensione costante, in equilibrio tra controllo e movimento. Le ginocchia flettono, i muscoli si comprimono, le linee si fanno scultoree. I collant, intesi come una pelle politica, storicamente associata alla costruzione della femminilità, producono vibrazioni cromatiche che dialogano con fondi ridotti all’essenziale.
Ne emerge un’immagine del corpo come architettura momentanea di una comunità fragile.
Nel dialogo con gli spazi, le opere di grande formato amplificano le verticalità della galleria e costruiscono un percorso in cui il visitatore è chiamato a misurarsi fisicamente con le immagini.
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