Detti e realtà: “avere la testa sulle spalle”

da | Apr 29, 2026 | L'impertinente

Ricordate quando e quanto i genitori ci hanno detto: testa sulle spalle, non per aria o fra le nuvole? Di non avere grilli per la testa e tenerla, sempre la testa, a posto?
Viene da chiedersi quanto questi insegnamenti, avvertimenti, possano veramente essere aderenti con quello che capita nella vita. E quante volte abbiamo pensato “se avessi avuto la testa sul collo” non mi
sarebbe successo. Ricordi di un’antica cultura di popolo. Non appaia dunque di cattivo gusto questa premessa per parlare della povera ragazza P.G., giovane, bella e intraprendente, a cui, dopo averla ammazzata le è stata asportata e sottratta la testa mentre si trovava sepolta in un loculo provvisorio in attesa della traslazione nella cappella di famiglia. Un caso nel caso.

29 anni, ex modella con partecipazione ad un reality televisivo, imprenditrice nel settore dell’abbigliamento da mare, aveva infine espresso il desiderio di iscriversi all’università di psicologia per confrontarsi su altri piani e per realizzare altri progetti, forse sogni.
Come tantissime altre giovani donne, aveva intrecciato relazioni amorose, l’ultima delle quali, dopo minacce, violenze fisiche e psicologiche si è conclusa nel più tragico dei modi, ovvero uccisa a pugnalate da chi non accettava la fine del rapporto.
Quello che è avvenuto dopo, ovvero chi abbia compiuto la profanazione del corpo resta un mistero.
Qualcuno, ci sono indagini in corso, dopo averla recisa, ha trafugato la testa. E questo gesto aggiunge l’orrore al dramma.

Come sempre accade nel dibattere casi di cronaca nera, ancor più nei casi di femminicidio, su di lei si sono agitate le solite voci che indurrebbero a pensare che non tutto fosse così limpido come appariva in quella vita. Che le frequentazioni e i viaggi di lusso nascondessero altro che il proprio lavoro e che potrebbe avere avuto a che fare con giri quantomeno “strani” o sospetti.

Spunta la figura di una precedente relazione, di un uomo che, evidentemente ossessionato da lei, non l’ha mai lasciata nemmeno durante la convivenza di lei con il suo assassino. E solo un’ossessione potrebbe indurre ad un gesto di appropriazione indebita della parte di un corpo. Non illazioni, solo riflessioni che sorgono. Speriamo che sia fatta giustizia.
Di lei restano poche immagini, insieme al cagnolino. Chissà che finalmente si possa rimetterle la testa sulle spalle perché lasci questo mondo nel modo più umano, rispettoso e pietoso, nel riposo ultimo.