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A causa del suo attivismo, il regime iraniano l’ha rinchiusa in carcere e ora la sua vita è appesa a un filo. I familiari riferiscono che è stata brutalmente picchiata e che avrebbe avuto un infarto dopo tre mesi di sciopero della fame.
È stata trasferita in ospedale, ma il ritorno in cella potrebbe esserle fatale. Ma possiamo aiutarla a ottenere la libertà. I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti sono in una fase delicata: un’enorme ondata di attenzione pubblica ora potrebbe spingere Teheran a rilasciare Narges.
Non c’è tempo da perdere: dobbiamo rendere quest’appello impossibile da ignorare. Firma e condividi con chi conosci; mostriamo tutta la solidarietà di cui siamo capaci a Narges e a tutti i prigionieri politici in Iran.
Foto: Nooshin Jafari
Pubblicato il: 1 maggio 2026
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