Appello urgente alla Presidente del Consiglio
ROMA / PADOVA,16 maggio 2026 – Gli Stati generali delle Donne lanciano un grido d’allarme e una mobilitazione permanente a seguito degli ultimi, drammatici eventi che hanno coinvolto due bambine di appena 5 anni a Padova e a Roma (quartiere Monteverde). Entrambe sono state prelevate da scuola contro la loro volontà per essere allontanate dalle madri e collocate presso i padri, nonostante gravissime e documentate accuse di abusi e maltrattamenti.
Le scriventi si rivolgono direttamente alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un’immediata assunzione di responsabilità istituzionale e l’abolizione della Legge 54/2006 sull’affido condiviso, una norma che troppo spesso viene distorta e utilizzata per ignorare il principio di precauzione e la tutela dell’infanzia.
I fatti di cronaca:
Il caso di Alba (Padova)
Alba, nome di fantasia, è stata prelevata dai servizi sociali all’interno del plesso scolastico. La minore aveva denunciato abusi sessuali da parte del nonno paterno, supportando le accuse con disegni dal contenuto talmente specifico da escludere la fantasia infantile. Ciononostante, sulla base di una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) basata sulle teorie dell’alienazione parentale (costrutto privo di scientificità e rigettato dalla Cassazione), la bambina è stata strappata alla madre – con cui cresceva serenamente e senza alcuna carenza di cura – per essere affidata al padre, figura verso la quale la bimba manifestava terrore.
Il caso di Stella (Roma, Monteverde)
Stella è stata prelevata da scuola in esecuzione di un ordine di protezione inaudita altera parte (senza che la madre potesse difendersi), scaturito dall’istanza di un padre già rinviato a giudizio per lesioni aggravate. Anche in questo caso, la bambina aveva manifestato attraverso i disegni le violenze subite, tra cui il trauma di vedersi legare le mani da parte del padre per non telefonare alla madre. Il provvedimento contrasta apertamente con le decisioni del Tribunale Ordinario, presso cui il giudizio è ancora pendente.
“Siamo di fronte a interventi traumatici imposti a bambini indifesi da parte di autorità giudiziarie che avrebbero dovuto accertare i fatti prima di adottare provvedimenti così invasivi. I procedimenti familiari sono ancora profondamente intrisi di stereotipi di genere e pregiudizi culturali che annullano la valutazione della violenza domestica.”
Le richieste
Di fronte a quella che viene definita una “violenza istituzionale”, si richiede
• Abolizione della Legge 54: richiesta di riforma immediata per impedire che l’affido condiviso diventi uno strumento per costringere i minori a convivere con genitori abusanti o maltrattanti.
• Azioni legali volte a ricondurre immediatamente le due bambine presso le loro madri, riconosciute come uniche figure protettive.
• Avvio delle procedure per una denuncia penale e civile collettiva contro tutti i soggetti responsabili dei prelievi coatti e delle decisioni che hanno esposto le minori a gravi traumi psicofisici.
Lo Stato e le istituzioni di tutela non possono sottrarsi al dovere di protezione dell’infanzia.
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