Violenza di genere, a Roma i primi riconoscimenti NUMA di Lefebvre Giuffrè

da | Giu 13, 2026 | Comunicati

COMUNICATO STAMPA

Violenza di genere, a Roma i primi riconoscimenti NUMA di Lefebvre Giuffrè

Al Teatro de’ Servi conferiti i riconoscimenti a Fabio Roia, Casa Internazionale delle Donne, Lara Lugli, Lea Melandri e Progetto QUID. Sul palco la testimonianza di Giuseppe Delmonte, orfano di femminicidio, e Jaele Fo con un testo di Franca Rame. In platea i vertici della magistratura e delle istituzioni.

Roma, 12 giugno 2026 – Si è svolta mercoledì 10 giugno, al Teatro de’ Servi di Roma, la prima edizione di NUMA – Una pietra tra le pietre, il nuovo progetto permanente promosso da Lefebvre Giuffrè con l’obiettivo di creare uno spazio stabile di riflessione, approfondimento e confronto sui grandi temi che riguardano la convivenza civile contemporanea. Nel corso della serata, a platea gremita, sono stati conferiti i primi riconoscimenti NUMA 2026, dedicati quest’anno al contrasto alla violenza di genere: un fenomeno strutturale che coinvolge diritto, educazione, linguaggio, relazioni sociali, cultura e responsabilità collettiva.

Per la categoria Diritto il riconoscimento è stato attribuito a Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano, magistrato e studioso impegnato da anni sui temi della tutela delle donne e del contrasto alla violenza di genere.

Per la categoria Impegno Sociale il riconoscimento è stato attribuito alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, storica realtà dell’associazionismo femminile italiano, punto di riferimento per la promozione dei diritti, della cultura e delle politiche delle donne. Il premio è stato ritirato dalla Presidente Barbara Leda Kenny.

Per la categoria Arte, Sport e Spettacolo il riconoscimento è stato attribuito a Lara Lugli, ex pallavolista e protagonista di una vicenda che ha contribuito ad accendere il dibattito pubblico sui diritti delle atlete e sulla tutela della maternità nello sport.

Per la categoria Giornalismo, Web e Comunicazione il riconoscimento è stato attribuito a Lea Melandri, scrittrice, saggista e Presidente della Libera Università delle Donne di Milano, tra le figure più autorevoli del pensiero femminista italiano.

Per la categoria Economia e Imprese il riconoscimento è stato attribuito a Progetto QUID, impresa sociale fondata da Anna Fiscale che promuove inclusione lavorativa e sostenibilità attraverso il recupero dei tessuti e l’inserimento professionale di donne provenienti da situazioni di fragilità. A consegnarlo, l’Amministratore Delegato di Lefebvre Giuffrè Stefano Garisto.

Ai vincitori è stato consegnato il sampietrino simbolico NUMA, l’oggetto artistico creato appositamente per la prima edizione dall’artista e designer Enrico Marcato e presentato dal vivo nel corso della serata: una pietra che da sola resta una pietra e che, insieme alle altre, diventa strada. È l’immagine all’origine del nome del progetto.

La cerimonia, condotta dalla giornalista RAI Maria Soave e accompagnata dalle performance musicali di Assia Fiorillo, è stata attraversata da momenti di grande intensità: la testimonianza di Giuseppe Delmonte, fondatore e presidente dell’Associazione Olga, che nel 1997 ha perso la madre, uccisa dal padre, e che da allora ha trasformato il dolore in impegno perché gli orfani di femminicidio non restino invisibili; e la performance di Jaele Fo, attrice e nipote di Franca Rame, che ha portato in scena un testo della nonna, tra le prime voci del teatro italiano a raccontare la violenza sulle donne.

NUMA nasce come piattaforma annuale di lavoro tra istituzioni, mondo giuridico, cultura, informazione, economia, terzo settore, sport e società civile. Ogni anno il progetto – attraverso un Comitato Promotore permanente composto da Marco Ruotolo, Federica Cappelletti Rossi, Marta Cartabia, Ferruccio De Bortoli, Geppy Gleijeses, Elena Granaglia, Giovanni Grasso, Vittorio Manes, Valeria Marcenò e Daniele Piccione – individua un tema di rilevanza sociale intorno al quale sviluppare analisi, contenuti, relazioni e momenti di confronto, culminando in un appuntamento pubblico dedicato alla valorizzazione di persone, organizzazioni e realtà distintesi per il proprio contributo. Il tema del 2026 è stato elaborato dal Comitato Tematico composto da Manuela Perrone, Francesca Astrei, Marta Caredda, Titti Carrano, Stefano Ciccone, Iside Castagnola, Maria Rosaria Marella, Francesco Menditto, Corrado Tomassini e Giacomo Zani.

A conferma dell’interesse per il progetto, alla prima edizione di NUMA hanno preso parte numerosissimi e autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo giuridico, tra i quali: Giovanni Amoroso, Presidente della Corte costituzionale; Pasquale D’Ascola, Primo Presidente della Corte di Cassazione; Pietro Gaeta, Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione; Fabio Pinelli, Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura; Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo; Maria Alessandra Sandulli, Giudice della Corte costituzionale; Maria Rosaria San Giorgio, Giudice della Corte costituzionale; Stefano Petitti, Giudice della Corte costituzionale; Cecilia D’Elia, Vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio; Antonino Savo Amodio, Presidente del TAR Lazio; Daniele Cabras, Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali; Giovanni Grasso, Consigliere del Presidente della Repubblica per la Stampa e la Comunicazione; Marco Martino, Direttore del Servizio Centrale Anticrimine della Polizia di Stato; Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina; Giuseppe Busia, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione; Monica Lucarelli, Assessora alle Pari Opportunità di Roma Capitale.

«NUMA nasce dalla convinzione che alcuni temi fondamentali per la qualità della nostra convivenza non possano essere affrontati soltanto nell’urgenza della cronaca, ma richiedano continuità, ascolto, approfondimento e responsabilità culturale» ha dichiarato Antonio Delfino, Direttore Relazioni Esterne e Istituzionali di Lefebvre Giuffrè. «L’obiettivo è costruire nel tempo un luogo stabile di dialogo e di confronto capace di valorizzare competenze, esperienze e sensibilità differenti, mettendole al servizio della crescita civile del Paese».

Con questa prima edizione dedicata alla violenza di genere, NUMA inaugura un percorso destinato a svilupparsi negli anni come osservatorio permanente sui temi della cittadinanza, della responsabilità sociale e della cultura della convivenza. Tutte le informazioni sul progetto: https://digital.giuffrefrancislefebvre.it/numa/

L’iniziativa si è svolta con il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio, di Confcommercio Terziario Donne, di Save The Children e della Serie A di Calcio femminile.

NUMA si è avvalso della preziosa collaborazione dei partner etici: Assogentile, Donnexstrada, Telefono Rosa, Stivale Rosso, Women of Change, Mica Macho, Codice Donna, Giuridicamente Libera, Permesso Negato, Working Mom, Fondazione Fo Roma, 100 donne vestite di rosso, Side by Side, WOW Foundation, L’Abbraccio del Mediterraneo, Maschile Plurale, LGA.

Lefebvre Giuffrè è leader in Italia nell’offerta di soluzioni e servizi editoriali tradizionali e digitali, portali specialistici, piattaforme integrate, software e formazione accreditata in aula e online per le aree professionali legale, fiscale, lavoro e per le imprese. La società, fondata a Milano nel 1931 e da sempre tra i principali player del mercato editoriale professionale legale, è divenuta Giuffrè Francis Lefebvre nel 2018 in occasione della fusione con Memento Francis Lefebvre, da 30 anni specializzata nella produzione di volumi e supporti digitali per i professionisti fiscali e del lavoro, con più di 50 mila clienti solo in Italia. Dal 2025 la società ha assunto il nome di brand Lefebvre Giuffrè e una nuova identità visiva per consolidare la posizione all’interno del Gruppo Lefebvre, multinazionale attiva in Europa con numerose aziende controllate in 8 Paesi, con 2.500 dipendenti e un fatturato di €555 milioni nel 2023.