A Milazzo c’è ASylum, il museo delle arti marinare

da | Giu 25, 2026 | Mostre ed eventi

Delicata brezza di mare e profumo di storia, tra retrò e forme tecnologiche moderne che danno un tocco di classe. Cinque sale espositive ci accolgono nella sede riqualificata dell’ex Asilo Calcagno nel Borgo Marinaro di Vaccarella a Milazzo, in provincia di Messina, tra arte, storiche radici e
icone senza tempo. Un polo museale capace di integrare memoria storica, educazione ambientale e innovazione digitale. La Sala “Mezzaluna”, la “Sala Educa e Spera”, la Sala “Memoria Mare”, la Sala “Culla del Mito” e la Sala “Immersioni”, sembrano rincorrersi con discrezione per
accogliere, far riflettere e ricordare ciò che è stata la Milazzo marinara e quel Borgo Antico che è il cuore pulsante di pesca, di barche, di lavoro e di fatica. Passato e futuro s’incontrano, vanno a braccetto, si uniscono all’unisono a beneficio della cultura del mare, dell’ambiente e del rispetto nel
preservare il patrimonio culturale mamertino, non sempre valorizzato a dovere. E c’è anche il prezioso contributo dell’artista internazionale Giuseppe La Spada, un milazzese di nascita, il quale ha pensato all’ASylum – Museo di Arti Marinare – come progetto da inserire nel GreCOGreen
Cultural Oasis, proprio per valorizzare il vissuto del mare di Milazzo. E poi c’è il viaggio nella vita attraverso la metafora del mare.
Giuseppe La Spada racchiude da sempre l’elemento acqua e mare insieme, nel significare la sublimazione dell’anima che è capace di dare il significato profondo della vita. Riflessioni che si traducono in immagini e si mescolano ai ricordi della pesca del tonno, un rito che traduceva un incredibile momento forte, capace di innescarsi tra crudeltà e vita. E mentre i nostri occhi si spostano su una vecchia lampara con tanto di bombola a gas e antichi remi oggiati a terra, si vedono i coltellacci arrugginiti dal tempo che ricordano i sistemi di macellazione del tonno e di altri pesci di grosso peso. E ancora le foto che ritraggono i pescatori di un tempo, visi scavati, bruciati dal sole, rughe che raccontano la vita, il sacrificio, il pericolo di un lavoro che un tempo ti assicurava il pane quotidiano per la propria famiglia. Un prezzo alto da pagare, perché il mare, se pur meraviglioso nel suo essere magia di vita, spesso ti mette a confronto con il pericolo di partire di notte per andare a pescare, e poi, a causa dell’improvviso mare in tempesta, è capace di spezzare la vita stessa degli uomini e non farli tornare più a casa. Ricordo bene le urla delle mogli in riva al mare agitato, che chiamavano i propri mariti per dire loro di ritornare a casa, ma, molti di loro, purtroppo, non tornavano più. Sono storie di vita, sono ricordi che si intersecano tra il voltar delle cinque stanze ricche di momenti emozionanti, ma anche di pensieri che racchiudono cultura e arte, storia e vita. Importante è anche la collaborazione e il supporto di Massimo Tricamo e Carmelo Isgrò, direttore del Museo del Mare ospitato all’interno della Cittadella Fortificata di Milazzo.
ASylum, un museo da vivere per capire bene l’importanza dell’elemento acqua che, insieme al mare, si associa al centro di un’indagine artistica e al contempo spirituale.

Salvino Cavallaro