Di lei si dirà, si ricorderà molto perché come tutte le persone che hanno svolto un ruolo
importante nella storia del Paese, è necessario e doveroso rammentarne ruolo e meriti.
Ma, prima di parlare del suo impegno politico e militante, mi piace ricordare un piccolo aneddoto.
Come può accadere quando si viaggia di fretta, nella corsa a salire sul treno che sta per partire,
fermo insieme a quello dirimpettaio, anziché salire sul freccia rossa per Milano, sono salita su
quello per Venezia.
Dopo essermi accorta dell’errore, ho immediatamente cercato il capotreno per chiedere cosa
potevo fare per rimediare. Purtroppo sarei dovuta arrivare alla stazione di Firenze e cambiare
treno, cercando un orario compatibile che mi permettesse di arrivare in tempo al convegno
milanese.
Ebbene, mentre ero in affanno, si è avvicinata una signora ugualmente in ansia e con lo stesso
problema. In un attimo ho riconosciuto Emma. Neanche il tempo di salutarla che decidemmo
entrambe di aderire a quell’idea e a quel percorso.
Ci ritrovammo così, insieme ma sole, a rimuginare sulla nostra sventatezza, come fossimo due
viaggiatrici di primo pelo.
Era fisicamente evidente che per lei, che aveva attraversato mezzo mondo, era un fatto
insopportabile tanto quanto forse, che io ne fossi testimone e compagna. Era stizzita, evitava
l’incontro degli sguardi, parlava al cellulare di cose casalinghe, di mobili, apriva e chiudeva fogli e
riviste. Dopo frasi di reciproca giustificazione e formalmente amichevoli ci chiudemmo nel
personalissimo sdegno.
Racconto questo non certo per piaggeria, che non ce n’è bisogno. Ma per affermare che, per tutte
noi donne, Emma Bonino non è un trofeo da esibire piuttosto di riconoscimento della
sfaccettatura femminile che le rende simili anche nelle differenze. Ma, a parte quel viaggio, Emma
era anche la compagna con cui mi sono ritrovata nelle piazze, nelle manifestazioni del Movimento
femminista, del partito radicale, la politica che aveva posizioni troppo radicali per accostarsi alle
mie di partito. Mai avversaria nelle differenze a volte strumentali in cui si divise il mondo delle
donne impegnate per la parità, per i diritti, per la libertà.
Fortemente insieme nei referendum.
In ogni idea che Emma Bonino ha portato avanti con il suo stile personale, ha usato il coraggio e la
“disubbidienza” ove necessaria, come metodo. Si è impegnata su tanti temi: ’aborto, divorzio,
nucleare, antiproibizionismo, fine vita, pena di morte, guerra alle mutilazioni genitali femminili.
Donna di grande consapevolezza del mondo e di sé, non ha mai rifiutato di accettare ruoli di
grande prestigio istituzionale, che non sempre ha potuto usare, forse opportunisticamente, a suo
piacimento, rimanendo una voce libera, qualche volta divisiva ma sempre presente.
Per essere oneste, negli ultimi anni in cui ha partecipato alla vita politica, non sempre il dialogo
con le donne è stato chiaro. Forse isolata nei luoghi del potere, difficile da usare quanto da gestire.
Ma la sua storia, la sua caratura, la sua vita stessa non si è mai allontanata dalle sue origini.
Lasciamo infine le critiche che le sono state fatte nel tempo, sia da amici che da nemici, perché
nessuno che acquisisca riconoscimenti pubblici è esente da invidia e critica.
Non esageriamo però con le esclamazioni, ho letto: “è morta una stella”. Non le sarebbe piaciuta.
Infine, per tutti gli specifici della sua storia personale e politica li rimandiamo all’ IA.
Ma Emma era Emma.
E, a scapito degli stereotipi di cui sarà circondata fino ai suoi funerali, per i futuri libri-documentari-
fiction che in futuro si faranno su di lei, a noi piace ricordarla con le sue intemperanze, il suo
coraggio e la generosità con cui è diventata protagonista della nostra storia.
pubblicato su Dols

