DATI ISTAT 2025 SULLA VIOLENZA: 3 MILIONI DI BAMBINE VIOLATE. È UNA EMERGENZA NAZIONALE DELL’INFANZIA

da | Set 19, 2026 | Comunicati

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
Stati Generali delle Donne e Alleanza delle Donne

DATI ISTAT 2025 SULLA VIOLENZA: 3 MILIONI DI BAMBINE VIOLATE. È UNA EMERGENZA NAZIONALE DELL’INFANZIA.

I dati diffusi oggi dall’Istat nel report “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta – Anno 2025” sono sconvolgenti e non possono più essere trattati come cronaca.

Il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni, pari a circa 3 milioni, e l’11,4% delle straniere, oltre 244 mila donne, dichiarano di aver subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni.

Non parliamo di estranei. Parliamo di casa.
Di famiglia.
Di persone conosciute.
Parliamo di violenze che si verificano soprattutto da parte di persone conosciute o in ambito familiare, con autori quasi tutti di sesso maschile: parenti, amici, amici di famiglia.

E il silenzio è assordante: più del 58% delle vittime, da piccola, non ha parlato con nessuno.

Nel dettaglio:

– L’8,2% delle italiane, poco meno di 1 milione e 650 mila, e il 3,4% delle straniere hanno subito almeno una violenza sessuale prima dei 16 anni.
– La maggior parte degli episodi tra gli 11 e i 16 anni, ma l’8,2% delle vittime italiane colloca il primo episodio prima dei 6 anni.
– Tra le straniere il dato più alto è tra le rifugiate: 22,4% (7.260 donne), le romene 14,6% (71.800 donne), le filippine 12% (8.800). 007a

Come Stati Generali delle Donne e Alleanza delle Donne diciamo con chiarezza:

1. Non è emergenza, è un dramma strutturale. Tre milioni di infanzie violate significano che la violenza è un fattore costitutivo del modo in cui ancora si cresce in questo Paese. La violenza assistita e subita da bambine è un predittore di re-vittimizzazione da adulte.

2. Il sommerso è la vera cifra. Se il 58% non ne ha mai parlato, vuol dire che non abbiamo saputo vedere, ascoltare, proteggere. Servono formazione obbligatoria per insegnanti, pediatri, educatori, servizi sociali.

3. Le più vulnerabili pagano di più. Il dato sulle rifugiate (22,4%) ci dice che violenza di genere, migrazione forzata e assenza di reti di protezione si intrecciano. Non servono proclami, servono centri antiviolenza con mediazione culturale e percorsi di autonomia reali. Serve allargare la rete ai Centri di ascolto sparsi sul territorio nazionale.

Non accettiamo che questi dati scivolino via in 24 ore.

Chiediamo:

– L’immediato finanziamento strutturale e non a bando del Piano Antiviolenza e dei centri antiviolenza, case rifugio e dei Centri di ascolto e di accoglienza.
– L’introduzione dell’educazione all’affettività, al rispetto e alla sessualità in tutte le scuole di ogni ordine e grado
– Un piano nazionale straordinario per l’emersione della violenza nell’infanzia con équipe multidisciplinari nei territori
– Il riconoscimento dello status di vittima di violenza fin dall’infanzia nei percorsi di giustizia e riparazione

Tre milioni di bambine non sono un numero. Sono la nostra storia collettiva rimossa. Oggi l’Istat ce la restituisce.

Sta a noi trasformare il dolore e la vergogna in responsabilità politica.

Stati Generali delle Donne – Fondazione Gaia
Alleanza delle Donne

Contatti stampa: http://www.statigeneralidelledonne.com | Tel. 366.2554736