Dalle Scintille alle Radici: verso il Festival Connessioni 2027

da | Ott 8, 2026 | Testimonianze e contributi

Villa Gaia, 29 settembre 2026

oggi si conclude il Festival Connessioni Scintille e lo facciamo nel giorno dedicato al Tempo del Creato, riuniti nella preghiera e nella gratitudine.
Per me questo momento ha un significato profondissimo, perché da diciotto anni Gaia vive nella Luce del Signore. La sua presenza continua ad accompagnare il nostro cammino, trasformando il dolore in responsabilità, la memoria in speranza, l’amore in impegno concreto.

Il Festival nasce proprio da questo: dalla convinzione che ogni vita lasci un seme destinato a germogliare. Le connessioni che abbiamo costruito in questi giorni – tra persone, generazioni, istituzioni, culture e territori – sono piccole scintille capaci di accendere futuro.
La Laudato Si’ ci ricorda che tutto è connesso. La cura della casa comune non riguarda soltanto l’ambiente, ma le relazioni, la dignità delle persone, la giustizia sociale, il lavoro, la pace e la responsabilità verso chi verrà dopo di noi.

In questi giorni abbiamo parlato di imprese, di innovazione, di giovani, di donne, di comunità, di cultura, di arte e di welfare. Tutti temi che trovano un unico filo conduttore: costruire un futuro più umano, più giusto e più sostenibile.
Le parole che Papa Leone XIV ha consegnato alla Chiesa e alla città di Pavia ci indicano una direzione chiara: “Il centro è Cristo.” Solo mettendo Cristo al centro possiamo evitare di disperderci e ritrovare l’essenziale della nostra missione: testimoniare il Vangelo attraverso le nostre scelte, le nostre relazioni e il servizio agli altri.

Anche Monsignor Corrado Sanguineti ci invita a essere una comunità che sa vivere la corresponsabilità, capace di ascoltare, di accompagnare e di costruire insieme una Chiesa radicata nel territorio, aperta alle persone e ai loro bisogni. Una comunità che mette al centro la fede vissuta, la fraternità,la sorellanza e la cura delle relazioni.
Credo che questo sia anche il senso più autentico del nostro Festival: non organizzare semplicemente eventi, ma generare comunità; non creare occasioni effimere, ma seminare speranza.

Villa Gaia vuole essere proprio questo: un luogo di incontro, di dialogo, di accoglienza e di rinascita, dove la memoria diventa responsabilità e la fede si traduce in gesti concreti di servizio.

Desidero ringraziare il nostro Vescovo, i sacerdoti, tutte le istituzioni civili e religiose, i volontari, i relatori, gli artisti, le associazioni e tutte le persone che hanno condiviso con noi questo percorso.
Un grazie particolare va a chi continua a credere che la collaborazione sia più forte della competizione, che la fraternità e la sorellanza siano più forti dell’indifferenza e che il bene comune sia la vera misura del nostro agire.

Concludo con un pensiero che porto nel cuore.
Gaia ci ha insegnato, con il silenzio della sua assenza e con la forza della sua presenza spirituale, che l’amore non finisce. Si trasforma. Diventa luce per chi continua il cammino.
Per questo oggi non celebriamo soltanto un ricordo.

Celebriamo una promessa.
La promessa di continuare a custodire il Creato, a prenderci cura delle persone, a costruire comunità più giuste e più umane, affinché ogni scintilla di bene possa diventare una luce capace di illuminare il futuro.

Che il Signore ci accompagni in questo cammino e renda ciascuno di noi custode della speranza.
Ma prima di salutarci e passare al momento conviviale desidero condividere con voi un ultimo pensiero.
Ogni Festival non è un punto di arrivo. È una tappa di un cammino che continua.

In questi giorni abbiamo acceso connessioni, abbiamo fatto nascere, qui a Villa Gaia e in tante parti d’Italia, scintille di idee, di relazioni, di amicizia, di collaborazione. Abbiamo sperimentato che, quando persone diverse si incontrano con autenticità, può nascere qualcosa di più grande della somma delle singole esperienze.

Ma una scintilla, da sola, non basta.
Per diventare luce stabile, deve trovare un terreno capace di custodirla, alimentarla e farla crescere.
Per questo, a suggello di questa edizione del Festival, desidero annunciare il tema che accompagnerà il nostro lavoro nel 2027.

Il prossimo Festival Connessioni sarà dedicato alle RADICI.

Le radici non si vedono, ma sostengono tutto ciò che cresce.

Le radici sono la memoria che genera futuro, sono la nostra identità, i valori che ci tengono uniti, la fede che ci sostiene, le comunità che ci educano, la terra che ci nutre, le persone che ci hanno preceduto e quelle che verranno dopo di noi.

Non esiste innovazione senza radici.
Non esiste sostenibilità senza radici.
Non esiste pace senza radici.
Non esiste futuro senza la consapevolezza di ciò che siamo.

Le radici ci insegnano che crescere non significa allontanarsi dalla terra, ma attingere continuamente alla sorgente della vita.
Anche Gaia continua a parlare attraverso queste radici invisibili. Il suo ricordo è diventato responsabilità, il suo amore è diventato servizio, la sua luce continua a generare vita nelle persone che incontriamo e nei progetti che costruiamo insieme.
Con questo spirito ci prepariamo al lavoro che ci attende.

Ripartiremo dalle nostre radici: spirituali, umane, culturali, sociali e ambientali, perché soltanto radici profonde possono sostenere alberi capaci di offrire ombra, frutti e speranza alle nuove generazioni.

Grazie a tutti voi per aver condiviso questo cammino.
Ci ritroveremo nel 2027, con lo stesso entusiasmo, la stessa fiducia e lo stesso desiderio di costruire insieme un Paese più giusto, più umano e più bello.

Buon cammino a tutti e a tutte. E che il Signore benedica le nostre radici, perché continuino a generare futuro.

Grazie di cuore.

Isa Maggi

Fondazione Gaia