Ieri, 20 febbraio 2026, nell’aula virtuale degli Stati Generali delle Donne si è tenuto un webinar per condividere i risultati del progetto “La Forza del Cambiamento”, finanziato con i fondi dell’8×1000 della Tavola Valdese.
Le attività si sono concluse il 4 novembre 2025 e, anche su richiesta delle tante donne che come associazione abbiamo avuto l’onore di incontrare e intervistare, abbiamo voluto creare questo momento pubblico per restituire quanto è stato realizzato. Il progetto ha messo al centro il sostegno alle donne vittime di violenza, con un’attenzione specifica a una forma ancora troppo invisibile: la violenza economica.
Come ha illustrato Isa Maggi, il cuore dell’iniziativa è stato un percorso di empowerment femminile, sviluppato attraverso:
- laboratori interattivi altamente partecipati;
- webinar online aperti a una platea ampia;
- contributi scritti e interventi di esperte ed esperti qualificati;
- percorsi individuali di mentoring e counseling.
Abbiamo scelto di lavorare sulla violenza economica perché è una forma subdola e spesso non riconosciuta, strettamente legata alla mancanza di autonomia. Senza indipendenza economica diventa difficile lasciare una relazione abusante, trovare un alloggio sicuro, sostenere sé stesse e i propri figli, accedere a servizi legali e psicologici.
L’autonomia finanziaria non è solo una questione di reddito: significa rafforzare l’autostima, aumentare la capacità decisionale, migliorare la propria posizione nelle relazioni familiari e sociali. In molti casi, rappresenta la condizione necessaria per interrompere una situazione di abuso.
L’educazione finanziaria come strumento di libertà
Lo strumento principale che abbiamo utilizzato è stato l’educazione finanziaria, affiancata ai primi elementi di economia civile.
Comprendere concetti come inflazione, interesse semplice e composto, gestione del bilancio personale o l’impatto dei fondi pubblici – come quelli del PNRR – non è un esercizio teorico: è un atto di cittadinanza attiva.
Saper gestire il proprio denaro significa:
- ridurre la dipendenza dal partner;
- prevenire situazioni di indebitamento o gioco d’azzardo patologico;
- migliorare la qualità della vita e il proprio benessere complessivo.
La gestione consapevole delle risorse economiche incide infatti su aspetti fondamentali come la salute, l’abitazione, l’alimentazione e l’accesso ai servizi.
Il percorso è stato arricchito dagli interventi di professioniste e professionisti di grande esperienza. Tra questi:
- Melina Martello, psicologa del nostro comitato scientifico, che ha approfondito gli indicatori della violenza economica e i segnali da riconoscere;
- Michela Nacca, avvocata dello Stato della Città del Vaticano e presidente della Maison Antigone, che ha affrontato il tema della violenza istituzionale, con particolare riferimento alla tutela dei minori;
- Maria Pistorio, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Pavia;
- Carmine Marinucci, presidente dell’associazione DiCultHer, che ha lavorato con noi sul tema della cittadinanza digitale.
Un modulo particolarmente significativo è stato quello dedicato alla lettura come strumento di consapevolezza, attraverso il libro Il dolore delle donne di Stefano Motta.
L’analisi della rappresentazione della violenza di genere nella letteratura – da Francesco Petrarca fino ai giorni nostri – ha permesso alle partecipanti di riconoscere schemi e dinamiche ricorrenti, favorendo processi di identificazione e, in alcuni casi, la rottura del silenzio.
Nelle attività del progetto sono state coinvolte 25 donne in condizioni di fragilità ed è stato realizzato un monitoraggio qualitativo e quantitativo che ha fatto emergere elementi molto significativi.
Tra i principali indicatori di rischio:
- Delega totale della gestione finanziaria al partner
- Assenza di conto corrente personale o carta di debito
- Uso del conto cointestato come strumento di controllo
- Isolamento informativo (“Lui paga tutto, non so quanto abbiamo in banca”)
- Autoesclusione (“Non saprei gestire un conto corrente”)
- Svalutazione interiorizzata (“Non sono portata per i numeri”)
È emersa inoltre una correlazione forte tra mancanza di lavoro e difficoltà a riconoscere l’abuso: chi non percepisce un reddito tende più facilmente a giustificare il controllo economico del partner.
La violenza economica si conferma un fenomeno trasversale, che colpisce ogni classe sociale. Si manifesta oggi in modo crescente anche nelle fasce giovanili (16–24 anni), segnalando un’urgenza educativa ancora più forte.
Nel percorso con le partecipanti abbiamo utilizzato:
- role playing su situazioni di rischio;
- simulazioni di conversazioni difficili;
- mappe di sicurezza personali;
- checklist operative per intercettare segnali di disagio;
- una piattaforma digitale per la diffusione dei contenuti formativi.
I materiali prodotti – relazioni, moduli, sintesi degli interventi – sono disponibili sui nostri siti e continueranno a essere utilizzati nei prossimi progetti, garantendo sostenibilità e continuità nel tempo.
Comunicazione e diffusione
Tutte le attività sono state diffuse attraverso:
- i siti degli Stati Generali delle Donne e dell’Alleanza delle Donne;
- canali social e webinar online;
- mailing list dedicate;
- comunicati stampa locali;
- contatti diretti e supporto personalizzato alle partecipanti.
Nonostante le difficoltà – inclusi attacchi informatici che hanno colpito il nostro canale YouTube – abbiamo continuato a garantire visibilità e credibilità al progetto, raggiungendo un pubblico ampio e diversificato.
Un risultato particolarmente significativo è stato vedere molte donne acquisire consapevolezza di essere vittime di violenza economica proprio grazie ai percorsi formativi seguiti.
Conclusioni
“La Forza del Cambiamento” ha dimostrato che l’alfabetizzazione finanziaria non è soltanto trasferimento di competenze tecniche: è uno strumento di difesa sociale e un atto di dignità personale.
Grazie al sostegno della Tavola Valdese, abbiamo potuto affrontare una delle piaghe più silenziose della nostra società, costruendo modelli educativi replicabili e una rete di competenze che continuerà a operare sui territori.
Il lavoro non si conclude qui: la formazione deve proseguire tutto l’anno, perché la violenza economica non ha una data sul calendario. Continueremo quindi a diffondere strumenti, conoscenza e consapevolezza, affinché sempre più donne possano riconquistare autonomia, libertà e futuro.
Isa Maggi – Coordinatrice Nazionale Stati Generali delle Donne
Maria Lippiello – Coordinatrice Regione Campania Stati Generali delle Donne

