Amnesty International
Mary Dauda
“Ricordo il giorno in cui sono stata rapita. È stato bruttissimo, piangevo, è ancora molto doloroso. Il posto dove mi tenevano prigioniera era orrendo. È qualcosa di inimmaginabile”.
Chi parla è Mary Dauda (nella foto), rapita dal gruppo armato Boko haram nel 2014 insieme ad altre 275 studentesse di Chibok in Nigeria. Nel 2016 è stata liberata, ma il suo dolore è ancora vivissimo.
Mary e le altre ragazze avevano sentito tante storie su Boko haram e mai avrebbero pensato di finire nelle loro mani.
“Quando ci hanno prese, i nostri rapitori ci hanno detto che avremmo dovuto sposarli, altrimenti non ci avrebbero dato cibo. Chi si è rifiutata di sposarli è ancora prigioniera”.
Per oltre un decennio, il gruppo armato ha usato le ragazze rapite, costringendole a matrimoni forzati e sottoponendole ad anni di servitù domestica e violenza sessuale, compresa la gravidanza forzata.
Ora, queste ragazze e giovani donne sopravvissute vogliono ricostruire le loro vite.
Fai pressione insieme a noi affinché il presidente della Nigeria garantisca loro l’accesso alle cure mediche, all’istruzione e ai mezzi di sussistenza.