Pasqua con chi vuoi o dove puoi?

da | Apr 2, 2026 | L'impertinente

La domanda più frequente negli incontri fra persone di questi ultimi giorni è la seguente: “dove vai a Pasqua?”.
Già, perché se il Natale è la festa religiosa più vissuta nell’intimità familiare, nel rispetto della fede e delle tradizioni, al riparo dal freddo della stagione invernale, in comunione di affetto con i propri cari, la  Pasqua, pur essa festa religiosa, è vissuta diversamente.
Che sia alta o bassa nel calendario non importa. Con essa si annuncia pur sempre la Primavera, che induce ad un senso di libertà e di rinascita, un risveglio dal letargo invernale che colpisce ogni essere vivente.
La  mitezza della stagione accende la voglia di uscire dalla “tana”.

Per questo è diventata consuetudine umana considerare questo pur breve periodo festivo come un’opportunità per stare a contatto con la natura, fare scampagnate e pranzi all’ aperto,  per viaggiare. Una tregua alternativa alla routine quotidiana cui si è sottoposti e costretti dalle regole e dal lavoro, per celebrare la vita e i rapporti sociali senza schemi né obblighi.

Purtroppo i pochi giorni pasquali consentono una vacanza mordi e fuggi. Condizionata in primis dalle disponibilità economiche ma oggi ancor più dal drammatico contesto geopolitico e dalle criticità  che ciò comporta in modo trasversale nel settore del turismo. Non è un caso che la maggior parte delle famiglie opti per una vacanza di prossimità.

Quanto è bella la Pasqua!
Chi corre di qua e chi corre di là. Accompagnati dalla variabilità climatica sempre più imprevedibile i modi per festeggiarla, oltre ai viaggi,  restano i più tradizionali, tra pranzi di famiglia, picnic nel verde, gite fuori porta, un primo bagno di mare e di sole.

Quanto è breve la Pasqua!
Già, il tempo di assaporarla che sarà già finita. Dopo la frenesia per organizzarla, avere messo d’accordo i componenti della famiglia, gli amici, i partner, avere controllato le prenotazioni, fatte le valige per tutti cercando di non dimenticare il necessario e di non caricarsi dell’inutile, magari anche con pupazzi e giochi vari per i più piccoli  quali saranno i benefici restanti?

E’ quasi certo che quando ci chiederanno o chiederemo “come hai passato la Pasqua?” ci racconteremo dello stress subito, per un motivo o per un altro. Come se la vera gioia fosse irraggiungibile e potesse essere messa in discussione dalla fretta, dagli imprevisti, dalla scontentezza, dal caso che sempre ci accompagnano in un progetto eterno, forse impossibile,  di felicità.

pubblicato su Dols