Il “futuro” delle donne  oltre l’Occidente

da | Set 19, 2025 | Editoriali

 

Quando si leggono comunicati come quello* che segnaliamo sotto a questo articolo, pubblicato dall’agenzia ANSA, non si può che essere colte da un senso d’inadeguatezza e di sconforto.
Specialmente in questo nuovo millennio in cui la storia del XX secolo, cioè dell’altro ieri, quella a cui ancora in molte si appartiene, sembra lontana e a volte obsoleta.

Eppure, fino almeno due decenni fa,  si pensava con orgoglio alle battaglie che molte avevano fatto, le si studiava, le si onorava, si compivano ricerche e analisi per comprendere meglio le radici della “discriminazione” di genere che da sempre le donne si erano tirate dietro nei secoli dei secoli.
Si calcolavano gli obiettivi raggiunti e quanto ancora rimanesse da fare.
Si riteneva che la strada percorsa e “percossa” dalle donne in tutto il mondo occidentale, avesse dato vita ad una delle “rivoluzioni” più significative di quel secolo: “il femminismo”.

Senza intraprendere un ricordo pedissequo delle molte questioni sollevate, delle battaglie intraprese e le molte vittorie conseguite, si può dire che le donne (sia pure in modo imperfetto e perfezionabile) hanno raggiunto in tutte le società, si ripete occidentali, la “possibilità” di una partecipazione paritaria. Sia pure in presenza di refoli di antiche tradizioni culturali e la continuità artificiosa di stereotipi di genere.

Superato il tanto atteso passaggio di millennio si può rilevare che, pur in corso d’opera, la “perfezione” a cui gli umani, uomini e donne, aspirano nella vita probabilmente non sarà di questo mondo.
Altrimenti non si ripeterebbero conflitti armati, non si modificherebbero i confini, non si userebbero le innovazioni tecnologiche a rischio di nuovi pericoli.

In questo complesso andamento della specie, emerge con brutalità che alla vita delle donne si aggiungono “aggravanti” indotte dalla loro biologia.
Purtroppo alcuni abusi nei loro confronti vengono perpetrati nonostante che molti dei paesi ospitanti li considerino fuori legge e alcune pratiche siano state esportate dal grade flusso d’emigrazione intercontinentale.

Dove si vuole andare a parare?
Non è che le donne più fortunate non si pongano la questione, ma fino ad oggi è risultato difficile individuare una modalità che vada oltre la denuncia. Come è il caso di questo articolo.

*(ANSA) – ROMA, 19 SET – Il governo talebano ha rimosso i libri scritti da donne dal sistema di insegnamento universitario in Afghanistan, nell’ambito di un nuovo divieto che ha anche messo al bando l’insegnamento dei diritti umani e delle molestie sessuali. Lo riporta la Bbc sul suo sito. Circa 140 libri scritti da donne, tra cui titoli come “Sicurezza nei laboratori chimici”, sono tra i 680 libri considerati “preoccupanti” a causa delle “politiche anti-Sharia e talebane”.
Alle università è stato inoltre comunicato che non è più consentito insegnare 18 materie, con un funzionario talebano che ha affermato che erano “in conflitto con i principi della Sharia e con la politica del sistema”. Il decreto è l’ultimo di una serie di restrizioni introdotte dai talebani da quando sono tornati al potere quattro anni fa.
Proprio questa settimana, la fibra ottica è stata vietata in almeno 10 province per ordine del leader supremo dei talebani, in una mossa che, secondo i funzionari, mirava a prevenire l’immoralità. Sebbene le norme abbiano avuto un impatto su molti aspetti della vita, donne e ragazze sono state particolarmente colpite: è loro vietato l’accesso all’istruzione oltre la sesta elementare, con uno dei loro ultimi percorsi di formazione superiore interrotto alla fine del 2024, quando i corsi di ostetricia sono stati silenziosamente chiusi, ricorda la Bbc.
Ora anche le materie universitarie sulle donne sono state prese di mira: sei delle 18 vietate riguardano specificamente le donne, tra cui ‘Genere e sviluppo’, ‘Il ruolo delle donne nella comunicazione’ e ‘Sociologia femminile’. Il governo talebano ha affermato di rispettare i diritti delle donne in conformità con la propria interpretazione della cultura afghana e della legge islamica.