STATI GENERALI DELLE DONNE
Se il 2 giugno 1946 rappresenta l’alba della democrazia paritaria in Italia, il 20 giugno 1979 ne segna, senza dubbio, la piena maturità istituzionale. Per la prima volta nella storia della Repubblica, una donna sale sullo scranno più alto di Montecitorio: Nilde Iotti viene eletta Presidente della Camera dei deputati.
Non si trattò solo di un avvicendamento di poltrone, ma della definitiva rottura di un soffitto di cristallo che per trentatré anni era rimasto blindato al maschile.
Iotti era stata una delle 21 “madri costituenti”. Giovane insegnante reggiana, partigiana, era entrata nell’Assemblea Costituente portando la voce di un’Italia ferita dalla guerra ma desiderosa di futuro. C’era la sua firma (e la sua tenacia) dietro la formulazione dell’articolo 3 della Costituzione, che sancisce l’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di sesso.
Trentatré anni dopo, quella stessa donna che aveva scritto le regole del gioco veniva chiamata a dirigerlo, ottenendo al primo scrutinio ben 432 voti su 615 votanti.
Nel suo discorso d’insediamento, pronunciato con una fermezza e un’eleganza che sarebbero diventate il suo tratto distintivo, Nilde Iotti non dimenticò le sue radici e il significato profondo della sua elezione:
“Io stessa – non ve lo nascondo – vivo quasi emblematicamente questo momento, avvertendo sotto il profilo umano e politico la drammaticità di questo inizio, compiendo un atto di fede nel futuro. (…) Capisco che la mia elezione ha un significato che va oltre la mia persona: rappresenta l’approdo di una lunga marcia delle donne italiane per la loro emancipazione.”
Non fu una presidenza di facciata. Iotti guidò la Camera per ben tre legislature, fino al 1992, rimanendo in carica per quasi 13 anni: un record tuttora imbattuto nella storia repubblicana. Fu un arbitro imparziale, rigoroso, amatissimo anche dai suoi avversari politici per la straordinaria capacità di difendere la centralità del Parlamento negli anni più bui del terrorismo e delle tensioni sociali.
L’elezione di Nilde Iotti nel 1979 non arrivò nel vuoto cosmico, ma fu il culmine di un decennio straordinario per i diritti delle donne in Italia. Gli anni ’70 sono stati il motore del cambiamento profondo della società:
• 1970: Introduzione della legge sul divorzio.
• 1975: La fondamentale riforma del diritto di famiglia.
• 1977: La legge sulla parità di trattamento sul lavoro, fortemente voluta da un’altra icona femminile, Tina Anselmi (prima donna ministro nel 1976).
• 1978: L’approvazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.
Il 1979 della Iotti corona questa stagione di riforme legali, traducendola in potere istituzionale.
Un’eredità ancora aperta
Oggi, nel 2026, l’Italia si presenta con una Presidente del Consiglio donna e una leader dell’opposizione donna. I tempi della Iotti sembrano lontani, eppure la “questione democratica” della rappresentanza femminile è tuttora aperta.
Guardare oggi lo scatto di Nilde Iotti che sorride fiera dallo scranno di Montecitorio nel 1979 non è solo un esercizio di memoria. È il promemoria di come ogni singola conquista non sia arrivata per concessione, ma sia stata il frutto di una “lunga marcia” che le donne italiane, da ottant’anni a questa parte, continuano a percorrere.
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Codice d’accesso: 232372
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Dalle 17 alle 20

