Commento al libro di Erri De Luca:“In nome della madre” edito da Feltrinelli.
Questo testo breve ma fluido e armonioso parla della Madonna e della sua gravidanza e parto. Eh, sì, proprio così, anche la grande Maria, madre di Gesù, sembra aver raccontato di come ha trascorso i suoi 9 mesi di futura mamma. Il Vangelo, libro fondamentale per i cristiani e i cattolici, dice che un Angelo del Signore chiamò la Madonna, quando ancora non era sposata ed era vergine, per comunicarle la volontà di Dio. Ovvero di essere madre del figlio di Dio, Gesù. Lo comunica anche a Giuseppe, fabbro di professione, che inizialmente accoglie questa notizia con un po’ di scetticismo ma dopo aderisce al progetto divino.
In queste pagine si narra appunto di come anche la gente del posto, in Israele, fosse ostile a Maria di Nazareth. Maria continuò tenace la sua gravidanza, parlando con il suo bimbo in pancia, come fanno un po’ tutte le future mamme. Ci parlava ed erano parole di rappresentazione divina, ovvero sapeva che c’era un progetto per lei, aiutata da Giuseppe, che sposò comunque. Ma ci parlava anche spontaneamente, con parole dolci e di sostegno. Con la gente che guardò a lui e a lei con grande ammirazione ma anche pensando al mistero che avvolgeva la coppia.
Che madre stava per diventare Maria? Una madre speciale ma anche come tutte, con piccole ansie e con grande coraggio. Che trasmise allo sposo Giuseppe. Eh sì, ci vuole proprio grande forza d’animo e coraggio che saranno state date, per chi crede, anche da Dio. I due genitori divini hanno dovuto combattere contro le maldicenze e Maria rischiò la lapidazione, era incinta, ripeto, prima di essere sposata! A quei tempi, ma non solo, era uno stato non concesso dalla legge.
Perché sottolineo ripetendo questa dimensione mariana? Perché ancora oggi, seppure non con un compito così arduo da portare avanti, le donne devono affrontare parecchie sfide su ogni questione che le riguardi come donne e madri. Innanzitutto se sei una madre single si ha diritto come le altre puerpere all’assistenza sanitaria statale, ma nei fatti non è così. Poi tutti intorno fanno tante domande questionando il motivo di tale scelta. Perché è una scelta diventare mamma, come Maria. La donna che vuole diventare madre in ogni caso combatte per sé e per il proprio figlio perché è soprattutto una questione materna mettere al mondo un piccolo figlio.
Il libro dice che la gente, successivamente, li ha accolti. Tuttavia Gesù è nato in una capanna con due animali che riscaldavano l’ambiente e la sua mamma. Maria di Nazareth tagliò il cordone ombelicale! Che bel gesto sia fisico che mentale!
Sono una psicoterapeuta psicoanalitica e il concetto che ho appena descritto è il più difficile in assoluto tra una mamma e un figlio. Si spezza la psicosi data dalla simbiosi, che avvolge la coppia madre-bambino e si consegna il proprio figlio come un soggetto sano in società.
Inoltre verso le ultime pagine Maria nota che il piccolo Gesù bambino non piange, probabilmente sono le parole dalla fantasia dello scrittore Erri De Luca. E’ un altro segno psicologico molto moderno. I bimbi alla nascita piangono, strillano, ed è nella normalità della vita!
Lo scrittore quindi ha descritto Maria la Madonna e tutto il suo racconto con fedeltà ai tempi biblici, ma anche con introspezione attuale. La sua scrittura è legata quindi a due registri, quello “storico” legato alle parole di Dio e quello moderno. Entrambi i casi sono stati proposti per cogliere la vera Madre di Gesù, forte, giovane, ma anche molto fiduciosa. Così Giuseppe, che non è in ombra, ma la assiste degnamente.
Consiglio la lettura simpatica e veloce del breve libro appena commentato per chi si vuole avvicinare alla religione cristiana, ma anche per chi è profondamente incuriosito e attratto da questioni trascendentali e/o di fede in generale.

Paola La Grotteria

