Ci sono alcuni social che ormai fanno parte di una certa routine fra coloro che usano abitualmente il web. E così il proprio quotidiano è condizionato, nel bene o nel male, da questo tipo di comunicazione. Capita anche quando essi non soddisfino, non rispondano esattamente alle proprie esigenze comunicative-relazionali.
Tra i più i più seguiti sicuramente c’è ancora FB che in estate diviene il contenitore-testimone preferito di vacanze esaltanti che suscitano sentimenti di protagonismo o d’invidia.
Postare una-più foto-ricordo, a testimoniare che ci si trova in un’ isola da sogno, sdraiati su una spiaggia bianca e solitaria, nella nuova casa appena acquistata con sfondi mozzafiato, su una barca o su cime di montagne fresche e verdeggianti o ancora all’imbarco verso mete lontane, siano safari, fiordi, crociere o verso città e luoghi d’arte, è frutto del desiderio di mostrare, ben oltre il fermo immagine, i propri privilegi sia pure momentanei.
E le persone meno fortunate, che non possono godere di essi né di una vacanza qualunque fosse, sono indotte, pur inconsapevolmente, a provare un sentimento di gelosia per quegli amici, veri o virtuali.
FB, che conosce bene il suo mestiere, mitiga quell’invidia segnalando anche decessi e dolori, che innescano, di contro, sensi di colpa-inadeguatezza verso chi soffre ancor più di chi in vacanza non va.
Ma il suo must è quello degli appelli strazianti (che invero e purtroppo non calano mai) per gli animali!
Come non impietosirsi davanti le tante foto di creature abbandonate, maltrattate. Cani, gatti feriti, malati, o peggio, in attesa di diventare cibo. Tante le richieste di adozioni, di aiuti, smarrimenti che fanno crollare il salvifico proverbio napoletano “Uocchie ca nun ver, cor ca nun chiagnè” (occhio non vede, cuore non duole).
Il “tam-tam” che FB è capace di produrre fra i numerosi gruppi di “bisognosi”, di elettricista, idraulico, meccanico ecc., quello per gli animali è il più forte. Anche se non manca chi sostituisce il silenzio o la propria indifferenza con un like o una faccina.
Ma FB ama tutti, accoglie tutti, secondo i suoi principi di connessione-condivisione-guadagno.
Sa che gli stessi naviganti-navigatori, di vita e di web, per quanto rimangano delusi, non lo lasceranno e sono forse già pronti ad un cambio di rotta, sempre sugli stessi argomenti, per il prossimo Natale.

