A cura di Raffaella Perna e Magda Roveri
Dove: MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea Sapienza Università di Roma, Piazzale Aldo Moro 5, Roma
Quando: 5 maggio 2026, dalle 10 alle 18
Informazioni: mlac@uniroma1.it
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Martedì 5 maggio il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea ospita la Giornata di Studi dedicata a Katy Castellucci e la Scuola Romana: nuove prospettive sull’opera e la fortuna critica, a cura di Raffaella Perna e Magda Roveri, promossa dall’Associazione Archivio Katy Castellucci, in collaborazione con il corso Prospettive di genere nell’arte contemporanea, Laurea Magistrale in Storia dell’arte (Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo della Sapienza Università di Roma), grazie al contributo della Direzione Generale Biblioteche e Istituti culturali del Ministero della Cultura (MiC).
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Katy Castellucci
Katy Castellucci (Laglio, 1905 – Roma, 1985) inizia a studiare pittura nel 1926 all’École des Arts Décoratifs di Parigi, dove si trasferisce con la madre e la sorella Guenda. Una volta tornata a Roma, nel 1928, frequenta la Scuola serale degli Incurabili in Via di San Giacomo, dove conosce Mario Mafai e Alberto Ziveri; poco dopo, alla Scuola libera del nudo, incontra Antonietta Raphaël e Pericle Fazzini.
Nel 1932, esordisce come artista alla terza mostra del Sindacato laziale e nel 1934 partecipa alla IV mostra del Sindacato laziale ai Mercati di Traiano con l’autoritratto Ragazza con il limone: un’opera che, sia pur con alcune incertezze, già denota una certa determinazione nelle scelte tonali e nelle stesure, dense e piatte. Nel maggio del 1936, arriva la prima mostra importante alla Galleria della Cometa, dove espone insieme ad Adriana Pincherle.
Dalla seconda metà degli anni ’30 la sua pittura muta, si concretizza in una pennellata più espressiva e densa, rispetto alle quiete stesure dei dipinti della prima metà del decennio, e i contrasti chiaroscurali si accentuano. Nell’immediato dopoguerra la sua pittura si indirizza verso lo stile neocubista, Castellucci procede per semplificazioni, tagli netti e colori essenziali. Elemento ricorrente e distintivo di tutta la sua produzione è il disegno, a cui conferisce un’autonomia compositiva percepibile anche nei dipinti, tanto nella definizione di un volto quanto nella forma solida di una natura morta.
Determinata e inflessibile nelle scelte, Castellucci smette di dipingere verso la fine degli anni ‘50, convinta dell’inutilità di portare avanti una esperienza ormai conclusa e riversa con passione il suo estro, la sua intelligenza, la sua particolare fantasia e abilità creativa nell’insegnamento.
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Il convegno
Dal 2022 l’Associazione Archivio Katy Castellucci lavora al riordino, alla schedatura e alla catalogazione del materiale lasciato dall’artista: un corpus esteso e variegato, costituito da dipinti, centinaia di bozzetti, lettere; l’archivio si occupa inoltre della ricerca di opere in collezioni pubbliche e private, al fine di restituire un profilo organico a una figura che attende di essere riscoperta in tutta la sua complessità.
A oltre quarant’anni dalla scomparsa della pittrice, infatti, la scelta di dedicarle un convegno rappresenta non soltanto un momento celebrativo, ma anche e soprattutto l’occasione per un primo approfondimento scientifico sulla sua opera. I diversi interventi offrono nuove letture sui vari ambiti della sua attività ̶ dalla pittura, al disegno e alla didattica ̶ alla luce del contesto storico e culturale dell’epoca.
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