“La Fabbrica dei Risvegli”, il libro di Placido Bramanti

da | Mag 31, 2026 | Consigli di lettura

Ho letto il libro del Prof. Placido Bramanti “La Fabbrica dei Risvegli” – edito da e-Campus University Press – e l’ho trovato molto interessante dal punto di vista letterario e culturale. Una narrazione che, senza tanti giri di parole e in maniera assolutamente schietta, mette in evidenza la vita professionale e umana dell’autore, ma, soprattutto, racconta la storia dei suoi pazienti, delle loro guarigioni e non, rievocate in ogni dettaglio dal loro percorso di vita. All’inizio della sua carriera da neurologo, il Prof. Placido Bramanti muove i primi passi in una storica struttura ospedaliera di Messina. Dopo un periodo di formazione in Austria, dove apprende le tecniche più innovative per il risveglio da traumi neurologici, torna in Sicilia e consacra la sua vita ai “risvegli”, con persone sospese che tornano a vivere grazie alle sue cure. Ogni guarigione racconta una storia unica, segnata da affetti, dolori e speranze. Nel libro, Bramanti emerge come medico, scienziato e uomo, impegnato a costruire le basi culturali e scientifiche di una medicina nuova. L’IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) di Messina, l’ex manicomio Mandalari e l’agonico Ospedale Piemonte diventano metafora di nascita, tra difficoltà burocratiche, politiche e resistenze culturali. Ed è qui, in una Sicilia immobile solo in apparenza che il Prof. Bramanti accetta la sfida di risvegliare non solo i corpi, ma anche la speranza di cambiamento. “Questa è l’occasione di far tornare a Messina i nostri cervelli e i nostri talenti migliori”, scrive Bramanti  parlando della nascita e crescita della nuova struttura ospedaliera messinese, come polo importante di cura riconosciuto a carattere internazionale dalle supreme istituzioni medico – scientifiche di tutto il mondo.

“Coniugare la vocazione e l’arte medica con le difficoltà di tutti i giorni” – si legge in prefazione del libro – “con o senza complicazioni, è stato abilmente recepito e raccolto in una variegata rappresentazione di personaggi, di destini, di speranze, di delusioni, di dolori e successi. Con loro le forti emozioni e il coraggio di affrontare ogni esigenza con audacia e determinazione”. E’ la storia di un uomo lasciato spesso solo ad affrontare problemi, talora apparentemente insormontabili, quali quelli a carattere burocratico e politico, nello sforzo professionale di costruire una causa comune, finalizzata per fare un buon servizio medico a beneficio della comunità, sposando in primis l’importanza della Sanità Pubblica. 35 capitoli in cui si evince lo sforzo dell’autore di non cadere nel tecnicismo medico – scientifico, il quale avrebbe sicuramente escluso una buona parte di lettori che, invece, hanno apprezzato le storie di vita sviluppate in un percorso talora irto di ostacoli.

Affascina davvero la narrazione piena di pietas di Placido Bramanti, autore e protagonista delle vicende di questo libro di profonda, quasi religiosa, comprensione. E poi c’è la sincerità di essere se stessi, raccontando che da piccolo ha scoperto di essere dislessico con difficoltà all’approccio allo studio e poi gli anni vissuti tra le elementari e le superiori con quell’assoluto risultato da poco sufficiente, che gli ha creato non pochi problemi di autostima; per poi spiccare il volo negli anni degli studi universitari. Anche in questa confessione, Placido Bramanti ha mostrato tutto il suo volere mettersi davanti allo specchio senza veli, senza alcun pudore, ma con tanta voglia di genuina sincerità.

Ed è bello respirare verità profonde di interiorità, in una narrazione che poi mette in primo piano i successi, ma anche gli insuccessi del suo percorso di neurologo della Fabbrica dei Risvegli alla Vita, là dove c’è stato questo combattere i detrattori che considerano certi malati degli inguaribili “vegetali” e coloro i quali, invece, con fare molto più umano e professionale, si impegnano nella convinzione di guarire e lottare con i propri pazienti. E’ Placido Bramanti. E’ “La Fabbrica dei Risvegli”, ovvero la fermezza e la lotta di concepire la vita come unico e irripetibile dono prezioso da custodire, preservare. Da salvare ad ogni costo. Fino all’ultimo. Fino alla fine!

recensione di Salvino Cavallaro