La falsa bellezza, la vera pochezza

da | Giu 21, 2026 | L'impertinente

Michela Murgia è stata una scrittrice. Il suo stile poteva piacere o meno ma si può dire così di tutti quelli che scrivono, siano libri, articoli e simili. Oggi poi che tutti si definiscono scrittori, che pubblicano ovunque, su tutte le piattaforme disponibili a pagamento o (falsamente) gratuite, grazie ad editori che devono far girare il loro business senza distinzione, possiamo affermare che lei lo era.
D’altronde chi scrive viene definito abitualmente scrivente, scrittore, scrittrice (scribacchino mai?).

Sulla quantità ma soprattutto sulla qualità di ciò che si scrive è tutta un’altra faccenda. Le parole, le frasi, i concetti, i messaggi elargiti hanno pochissimo valore cultuale e ancor meno storico.  Insomma più che scrittori si registrano esternatori, twittaroli o come si vogliano chiamare.
A discapito del grande mestiere e della disciplina dello scrivere, ormai qualsivoglia strumento, cartaceo o virtuale, dà la possibilità a ciascuno di considerare il proprio io, che si esprime appunto attraverso le parole, un patrimonio  culturale. Che guaio per  lo sviluppo di nuove e giovani intelligenze!

Allora lo squallido dibattito, mica colpa di Michele Mari (scrittore in odore di premio Strega ma non così conosciuto dai più) che ha parlato con la pancia invece che con il solo cervello, è fuori misura ed ancora una volta strumentalizzato. Dire di una persona che è antipatica, insopportabile, pieno di difetti ecc. fa parte del giudizio personale che ciascuno ritiene di dovere-potere esprimere.
La povera Murgia, come è stato per altri personaggi anche di ben altro spessore, non ne è stata esentata.

Certo non era “stupenda” come una donna del Botticelli, come non lo sono la maggior parte delle persone di qualunque genere. E’  noto che la bellezza, intesa come fisicità corporea, è un dono, un privilegio che madre natura non distribuisce come una cornucopia piena di ricchi frutti.
Poi certo c’è quella innaturale, stereotipata, raggiunta a suon di cure e interventi di chirurgia plastica.

Michela Murgia, osiamo dire, di bello però aveva un cervello e uno spirito libero da condizionamenti che spesso l’ha portata ad assume atteggiamenti verbali non sempre condivisibili.
Ma, visto che la vita è stata così poco generosa con lei da farla morire giovane,  tutto questo can-can che si è sollevato è del tutto inutile e ingeneroso.
Comunque sia non le potrebbe restituire la bellezza che non ha posseduto, tantomeno dignità a chi continua a inzupparci le parole.