La protagonista è ossessionata dalla figura del nonno e dalla somiglianza che ha con lui; è un’ombra che le appare in alcuni momenti della vita non lasciandole tregua. Alla morte della madre troverà il suo diario con il racconto della sua vita e dell’amore provato per questo padre. Amalia capisce che per superare il suo incubo dovrà continuare a scrivere la storia iniziata dalla mamma. Attraverso la scrittura riuscirà a comprendere fino in fondo la vera natura del nonno e a scoprire la verità.
Recensione di
DANIELA DOMENICI
Ho “incontrato” per la prima volta Gisella Modica sette anni fa con il suo “Come voci in balia del vento”
e l’ho “ritrovata” con questa sua opera più recente “La somiglianza” che ho letto in un soffio e che mi ha affascinato ed emozionato.
Inizio con un paragrafo tratto dalla postfazione di Maria Rosa Cutrufelli che mi trova pienamente concorde “la forza della narrazione di Gisella Modica sta soprattutto, a mio parere, nella capacità di interrogare i ricordi e farne una chiave di interpretazione sia delle storie personali che di quelle collettive” e più oltre “leggere questo libro aiuta a sciogliere gli enigmi e gli inganni della memoria. Nel leggerlo si imparano infatti molte cose sui fantasmi e sulle loro trasformazioni. Il percorso indicato è necessariamente tortuoso e si snoda attraverso le varie forme della narrazione che procede con furia, passione e abilità fino in fondo”: complimenti!
La straordinaria protagonista è Amalia, una giovane donna siciliana che è ossessionata dalla somiglianza che la madre le attribuisce con il nonno, suo padre. Alla sua morte Amalia trova un diario con il racconto della sua vita; per superare questa sua ossessione decide che deve proseguire a scrivere quel diario per capire quale sia stata la vera figura di questo nonno e scoprire quindi la verità, bravissima!
Complimenti per lo splendido stile narrativo arricchito dall’inserimento di parole in dialetto palermitano senza traduzione.

