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«Genesis» intende dedicare un fascicolo monografico al tema Le Conferenze dell’ONU sulle donne e la crescita planetaria del femminismo: tensioni e interazioni. Si invitano ricercatrici e ricercatori a proporre articoli originali che si confrontino con il tema e apportino nuove prospettive, fonti e metodologie, secondo quanto indicato nella call for proposals, con scadenza 25 aprile 2026.
Le Conferenze dell’ONU sulle donne e la crescita planetaria del femminismo: tensioni e interazioni
Call for papers
Numero monografico di «Genesis»
Rivista della Società Italiana delle Storiche
- 2/2026, a cura di Marica Tolomelli e Anna Nasser
Genesis intende dedicare un fascicolo monografico al tema “Le Conferenze dell’ONU sulle donne e la crescita planetaria del femminismo: tensioni e interazioni”. Invitiamo ricercatrici e ricercatori di ogni ordine e grado a proporre articoli originali che si confrontino con questo tema e che apportino nuove prospettive, fonti e metodologie.
Le grandi Conferenze sulle donne promosse dall’ONU tra il 1975 e il 1995 hanno scandito tappe significative per lo sviluppo reticolare di movimenti femministi su scala globale, ponendosi sulla scia di preesistenti traiettorie di rapporti internazionali tra movimenti di donne, ma anche marcando alcune fasi significative sul ruolo dell’ONU nel farsi interprete di istanze di giustizia sociale e di rispetto dei diritti umani.
Pur nei limiti determinati dal suo status di organismo sovranazionale, l’ONU contribuì indirettamente a stimolare l’emersione di movimenti di liberazione delle donne in varie aree del mondo intensificando reti – benché eterogenee e frammentarie – sempre più consapevoli delle interrelazioni globali che li legavano.
Il prisma di osservazione intende stimolare uno sguardo d’insieme sullo sviluppo del femminismo/dei femminismi nell’ultimo quarto del XX con attenzione ai seguenti nodi tematici:
1. Le Nazioni Unite come soggetto, attore, interprete, promotore ma anche regolatore del mutamento sociale, con particolare riguardo al tema dell’oppressione delle donne.
In tal senso appare importante far luce sui processi decisionali che presidiarono la realizzazione delle Conferenze con uno sguardo sull’interazione tra organi e figure particolarmente significative operanti all’interno dell’ONU e le istanze espresse dalla società civile, spesso attraverso i canali delle ONG accreditate e in qualche misura coinvolte nelle iniziative delle Nazioni Unite.
- I punti programmatici discussi all’interno delle singole Conferenze, cercando di mettere in luce
a – se e come si posero in relazione ai contesti congiunturali (molto diversi tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Novanta) in cui le Conferenze rispettivamente si svolsero;
b – se e come i programmi deliberati abbiano orientato politiche governative e movimenti per il superamento delle condizioni di oppressione delle donne. Uguaglianza, Pace e Sviluppo furono le tre parole d’ordine che improntarono l’Action Plan decennale risultante dai lavori della prima Conferenza a Città del Messico nel 1975. Il tema dello sviluppo internazionale, in un contesto che vide l’avvio e poi l’affermazione del programma neoliberale su scala globale, risultò notevolmente controverso. Sentito soprattutto dalle donne dell’America Latina e del Sud globale, fu oggetto di analisi critiche e di approcci innovativi che orientarono la formazione di nuove articolazioni del femminismo transnazionale;
c – i percorsi e le dinamiche che si innescarono sui temi di pace e uguaglianza, diritti, con particolare attenzione ai diritti riproduttivi.
- Critiche e reazioni. La storiografia e le testimonianze hanno dato conto di alcuni dei principali elementi di critica delle Conferenze da un’ottica femminista, espressi spesso, ma non solo, dalle attiviste del sud globale. Contesti particolarmente vivaci di critica e confronto furono rappresentati dai forum delle donne che si svolsero in parallelo agli incontri delle delegazioni ufficiali. Dalla Tribune di Città del Messico (1975) – a cui presero parte circa seimila donne di numerosissime associazioni provenienti da tutto il mondo – la partecipazione ai Forum che raccoglievano le voci di NGO, femministe, pacifiste, attiviste nella cooperazione e nel volontariato ecc. crebbe progressivamente, tanto che risultò più che quintuplicata al Forum di Houairou, il “controvertice” che accompagnò la Conferenza di Pechino nel 1995. Particolare attenzione dovrà essere rivolta ai fattori che, sullo sfondo dei mutamenti geopolitici, economici e sociali occorsi nel ventennio considerato, incisero maggiormente sui movimenti femministi su scala globale, in termini sia unificanti che disgreganti a partire dalla scelta delle strategie.
4. Continuità/Discontinuità nel dialogo tra femminismi e “femministe di un unico mondo”, stretti nelle maglie di relazioni intersezionali da cui risultarono posizioni alquanto eterogenee.
Se nel 1975 i limiti e le difficoltà di una presunta “sorellanza universale” sembravano dipendere dai rapporti asimmetrici tra i “tre mondi” in cui era percepito lo spazio geopolitico, dalla fine degli anni Novanta al tempo presente la consapevolezza, le elaborazioni teoriche e le esperienze rendono conto della frammentazione dell’universo femminista a partire dalla complessità delle molteplici dimensioni – sociali, culturali, economiche e politiche – presenti nella configurazione dei rapporti di genere.
Il numero monografico prende ispirazione dal confronto avvenuto nel corso del Convegno Tensioni e interazioni tra le Conferenze ONU sulle donne e la crescita planetaria del femminismo, organizzato dal Dipartimento di Storia Culture e Civiltà dell’Università di Bologna che si è tenuto nei giorni 16-17 ottobre 2025.
Call for Papers con scadenza 25 aprile 2026.
Abstract (max 450 parole) e un breve CV (max 2 pagine) vanno inviati entro il all’indirizzo: marica.tolomelli@unibo.it and anna.nasser@sant.ox.ac.uk
Le proposte devono includere nome, cognome, affiliazione e contatti istituzionali. La selezione verrò comunicata il giorno 8maggio 2026.
La consegna dei saggi è prevista per il 15 ottobre 2026.

