Un sedicenne viene arrestato a Como perché inneggia alla jihad e fa propaganda suprematista neonazista e antisemita. Non è il primo caso, ma l’età sembra essersi abbassata. Può sembrare strana questa adesione a ideologie che appaiono così diverse. Appaiono, ma al fondo non lo sono. Sono accomunate dall’odio razzista, antisemita e da quello per la democrazia. Sconcerta l’età. Ma è comprensibile. Una età in cui si è alla ricerca di un’identità, in cui anche con fatica si cerca di costruire la propria autonomia. I jihadisti offrono una visione del mondo semplice e drastica. Promettono appartenenza, disciplina, eroismo, riconoscimento. Trasformano un ragazzo anonimo in un guerriero di Dio contro l’Occidente e le democrazie. I suprematisti promettono di trasformarlo nel difensore di una civiltà assediata.
Cambiano i simboli, cambiano i nemici, e neanche sempre, (l’antisemitismo li accomuna), can1biano le parole d’ordine. Mala struttura dell’offerta è simile. Tu giovane non sei uno qualunque. Tu fai parte di un’élite che ha capito la verità mentre tutti gli altri devono essere spazzati via.
I jihadisti e i suprematisti eliminano la complessità e forniscono false certezze. E per adolescenti che hanno vissuto la pandemia sei anni fa, con il disagio psicologico che è cresciuto, la povertà assoluta che è triplicata e rimasta tale dal 2012,soprattutto per minori del Sud e stranieri, l’attrazione può diventare fatale. Sono pochi casi, ma non sottovalutiamoli, dato il contesto di maggiore vulnerabilità.
Sbaglieremmo, se pensassimo che tutto questo nasca dai sociali network. I socia! sono un acceleratore, non la causa. Offrono una quantità pressoché infinita di contenuti, mettendo in contatto persone che condividono tanti risentimenti. Ma non inventano il bisogno di appartenenza. Quel bisogno esiste. La differenza è che oggi può trovare risposta in pochi secondi. In una società in cui tutto appare fluido e soprattutto incerto, dal lavoro, alle relazioni, alle guerre, perfino alle appartenenze politiche e culturali, la vera merce rara è la certezza. I suprematisti e i jihadisti vendono proprio questo. Non importa che sia falsa. Importa che sia assoluta. E alcuni minori ci cadono. Sono pochi, ma con a guerra ibrida in corso, si accentuerà il tentativo di reclutarli in tutto l’Occidente. Non dobbiamo sottovalutare il segnale. Tra i minori, soprattutto quelli di origine straniera, c’è malessere, perché spesso emarginati. Proprio perché più vulnerabili, possono diventare terreno dii caccia privilegiato del terrorismo jihadista.
Quello che dobbiamo avere chiaro è che non si tratta solo di un problema di ordine pubblico. È necessario che le istituzioni e tutti noi si prenda coscienza delle condizioni di emarginazione di importanti settori di cittadini stranieri e che si metta in atto una strategia vera di integrazione nella vita civile e democratica del nostro Paese. Contrapporsi tout court al fenomeno immigrazione non ha senso. Lo stesso governo ha dovuto prendere atto di non poter attuare quella politica del pugno duro su cui ha svolto la campagna elettorale. Tanto che ha ora alla sua estrema destra una forza politica che emerge proprio, raccogliendone tutta la demagogia, buona per prendere voti, ma non per governare. Questo paese non può fare a meno di nuova immigrazione per motivi demografici ed economici. Ciò che deve fare la politica, non demagogica, è cercare di ordinare l’immigrazione, di creare opportunità di integrazione reale contro la marginalizzazione. Perché contrapporsi all’immigrazione vuol dire in realtà lasciare che questa avvenga senza regole, per potervi poi speculare in modo demagogico. I lavoratori e le famiglie che migrano in Italia devono essere formati ai principi della Costituzione italiana, al rispetto delle regole della convivenza civile e democratica di cui sono parte integrante il rispetto della libertà femminile, dei diversi orientamenti sessuali, fedi ed etnie, il rifiuto del razzismo e dell’antisemitismo. E su questo non si possono fare sconti a nessuno, né accettare ambiguità. La democrazia non si difende soltanto contrastando chi la combatte: si difende rendendola ogni giorno una promessa credibile e appassionante soprattutto perle nuove generazioni.
la Repubblica, 9 agosto 2026
di LINDA LAURA SABBADINI

