Lo sciopero delle piscinine, 23 giugno 1902

da | Set 7, 2026 | Nella storia

23 giugno 1902, Giovannina Lombardi ha tredici anni. Giovannina Lombardi ha organizzato davvero un corteo … il corteo invade le vie del centro di Milano: 23 giugno 1902 a Milano è esploso il primo corteo minorile d’Europa … sono centinaia …sono centinaia …sì! sono più di quattrocento! …sono bambine sono ragazze hanno tra i 6 e i 14 anni anni …urlano …cantano l’Inno dei Lavoratori! …  le bambine le ragazzine scioperanti usano il dialetto sia per farsi capire immediatamente dalla cittadinanza e per l’orgoglio della propria appartenenza sociale   …

Volem cinquanta ghei!” loro chiedono una paga fissa minima di 50 centesimi …i “ghei” termine gergale milanese per i centesimi di lira …loro vogliono porre fine al lavoro gratuito delle apprendiste …“Basta mazzate e basta ore de strascich”le bambine e le ragazzine protestano contro le punizioni fisiche subite nelle sartorie e contro le infinite ore di straordinario non pagate …le ore “trascinate” oltre il dovuto … “Se l’è no per i piscinin, i sciuri stan senza i vestiti”le bambine e le ragazzine ricordano  ironicamente ai passanti che senza il loro lavoro di fatica e senza il trasporto delle merci i ricchi borghesi non avrebbero avuto i loro abiti di lusso…e lo sciopero continua il giorno dopo e quello dopo ancora e quello dopo ancora e quello dopo ancora…e nonostante le intimidazioni e le persone assunte per sostituirle … lo sciopero continua il giorno dopo ancora e quello dopo ancora e quello dopo ancora e quello dopo ancora e quello dopo ancora … il corteo invade la  Camera del Lavoro sono dieci giorni! … Anna Kuliscioff medico rivoluzionaria e tra i fondatori del Partito Socialista Italiano non si limita a una solidarietà teorica. Anna Kuliscioff offre un supporto politico, Anna Kuliscioff offre un supporto logistico, Anna Kuliscioff offre un supporto  medico e insieme al sindacato apre le porte della Camera del Lavoro di Milano per accogliere le centinaia di bambine offrendo loro un luogo sicuro in cui riunirsi ed evitare gli arresti per strada. Anna con gli altri sono  consapevoli che le bambine e le ragazzine  non possono resistere molti giorni senza la paga essenziale per le famiglie più povere e allora contribuiscono  a raccogliere fondi per creare un sussidio di sciopero. Anna contribuisce a permettere alla protesta di durare ben dieci giorni, Anna sfrutta i giorni di blocco del lavoro per organizzare alla Camera del Lavoro dei veri e propri momenti formativi, Anna spiega alle giovanissime i loro diritti civili e l’importanza della solidarietà tra lavoratrici, Anna denuncia pubblicamente l’impatto devastante che i pesanti carichi e le 14 ore di lavoro hanno sullo sviluppo fisico e sulla salute di quelle bambine di quelle ragazzine. …Vittoria! …Vittoria…lo sciopero è riuscito! le bambine e le ragazzine hanno vinto nel primo corteo – sciopero  minorile d’Europa… hanno ottenuto una vittoria storica che supera le aspettativele bambine e le ragazzine costringono i proprietari delle sartorie a firmare un accordo formale già il 3 luglio 1902. Il concordato siglato tra i rappresentanti delle sartorie e la Camera del Lavoro porta miglioramenti concreti e immediati e viene stabilito un salario minimo di 50 centesimi al giorno, eccoli i famosi “cinquanta ghei”, e per le apprendiste più giovani viene eliminato  del tutto il lavoro gratuito e la giornata lavorativa viene fissata a un massimo di 10 ore giornaliere contro le 12-14 ore precedenti, viene abolito il lavoro notturno e viene proibito il prolungamento dei turni oltre le ore serali per le ragazze minorenni. Inoltre le  ore di lavoro extra le “ore de strascich” devono essere concordate e compensate con una maggiorazione. Lo sciopero delle piscinine ha  un’eco nazionale enorme e dà una spinta decisiva per l’applicazione e il successivo rafforzamento della Legge n. 242 del 1902 (Legge Carcano) che viene approvata proprio in quel periodo e che regola per la prima volta in Italia il lavoro delle donne e dei fanciulli. Lo sciopero delle bambine e lo sciopero delle ragazzine dimostra per la prima volta in Europa che anche i lavoratori più vulnerabili e giovanissimi possono organizzarsi, possono resistere, possono  vincere contro lo sfruttamento … Nell’edizione del 24 giugno 1902 il Corriere della Sera esordisce scrivendo: «La notizia, che si dava quasi come uno scherzo, è la cosa più seria del mondo: lo sciopero delle piscinine» il giornale si sente in dovere di spiegare ai suoi lettori benestanti chi fossero quelle ragazzine. Il Corriere elenca con precisione chirurgica le rivendicazioni, elenca i 50 centesimi e le 10 ore e il divieto di portare i pesanti “scatulun” delle consegne.  Il Corriere si stupisce del fatto che una “nidiata di bambine” avesse persino eletto una commissione formale di 7 compagne per trattare con le titolari delle sartorie….26 giugno 1902 … La Domenica del Corriere è l’impatto visivo della sua copertina disegnata da Beltrame e dà resoconto dell’assemblea delle bambine e delle ragazzine riunite alla Camera del Lavoro … il contrasto visivo e sociale … Nelle pagine si scrive che …davano prova di “educazione e grazia fra le nere muraglie che finora avevano rimbombate delle grida minacciose di tumultuose assemblee operaie“.  ( A cura del Professor Francesco Carelli)

Milano, 4 settembre 2026