86 affissioni, 10 stazioni metro, mercati e università: dal 4 maggio Roma si colora di rosa e celeste per la campagna di AIDOS contro gli stereotipi di genere. Un intervento nello spazio pubblico per avviare un processo di decostruzione.
Roma, 4 maggio 2026 – In primavera lo spazio urbano della capitale si riempie di manifesti “da maschio” e “da femmina”, portando il tema degli stereotipi di genere nei mercati, nelle università e nei luoghi della vita quotidiana, dove spesso agiscono in modo invisibile e risultano più difficili da riconoscere e contrastare. Rosa e celeste sono tra i primi dispositivi attraverso cui la differenza di genere si manifesta.
Sono stereotipi, come molti altri, con cui impariamo a leggere il mondo: due colori associati fin dalla nascita al sesso attribuito, che finiscono per influenzare ruoli, aspettative e possibilità.
È proprio da questi meccanismi apparentemente semplici che prende forma la campagna, parte del progetto POSTER – Pratiche oltre gli stereotipi di AIDOS – Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo, realizzata in collaborazione con l’agenzia di comunicazione femminista Comunicattive.
I numeri nello spazio urbano
La campagna esce dai contesti specialistici e si inserisce nella quotidianità, occupando lo spazio urbano come luogo di visibilità e confronto.
A Roma, 86 impianti pubblicitari distribuiti in 10 stazioni della metropolitana si affiancano ad azioni di distribuzione diretta in mercati, metro e università, intercettando pubblici diversi. La città diventa così il luogo in cui rendere visibile ciò che spesso resta implicito e normalizzato.
Cosa nasconde il patriarcato
POSTER lavora sullo scarto tra uguaglianza formale e disuguaglianza sostanziale perché “un manifesto è un manifesto”: uguale per tutte le persone.
Non lo sono, invece, i salari tra uomini e donne. Non lo sono le aspettative che regolano i corpi, i margini riconosciuti all’ambizione, il peso attribuito alla cura, né il modo in cui vengono percepite vulnerabilità e libertà. Ad esempio, nello spazio pubblico, donne e persone LGBTQIA+ risultano più esposte a condizioni di insicurezza e vulnerabilità.
Il Festival
La campagna si concluderà il 24 maggio al Monk di Roma con un festival dedicato: una giornata aperta di incontri, laboratori e performance per mettere in discussione gli stereotipi e costruire nuove narrazioni collettive. Un momento pubblico che restituisce alla città il percorso avviato e invita a riconoscere, nominare e trasformare gli stereotipi che attraversano la vita quotidiana.
Per scoprire la campagna POSTER – Oltre gli stereotipi: poster.aidos.it

