Verso fine giugno a Camaiore viene perpetrato un duplice omicidio da parte di Piero Moriconi, di anni 63. Questo uomo sembra avesse un cattivissimo rapporto con il figlio Mirko, in arte Michelangelo, cantante naif. Mirko era omosessuale e sembra avesse difficoltà a portare avanti la sua scelta di genere. Il padre aveva detto, secondo quanto riportato dal figlio: ”Meglio un figlio morto che gay”. Discutibile, o no? La moglie difendeva il figlio nelle frequenti liti con il Piero.
Secondo la teoria di Jacques Lacan, è il padre a normalizzare l’Edipo, ovvero a strutturarlo simbolicamente. Il padre deve imporre una sua legge della “castrazione” per cui regola il desiderio materno e viceversa con il figlio, altrimenti la sua funzione paterna viene meno e il figlio rischia, oltre ad essere omosessuale, psicotico. Allora Piero Moriconi ha già fallito una volta. Questa è la volta in cui lui si è paranoizzato. Cosa significa? Significa che soffre di paranoia e prova ne è il fatto che ha avuto un momento di piacere o relax quando ha ammazzato sia il figlio che la moglie.
In questi giorni ho letto i commenti di Facebook sulla questione, proprio quando Vannacci ha affermato che il femminicidio non esiste e che i gay sono da escludere dalla società. Proprio nel periodo in cui Vannacci ha simpatizzato per il partito di estrema destra “AFD”, partito neo-nazista, afferente ad “Die Heimat”. Anche questo un sintomo sociale?
Sono giorni contemporanei all’ideazione del duplice omicidio del Moriconi. Dobbiamo incolpare Vannacci allora per l’ispirazione ai suoi valori estremi? No di sicuro, ma ormai in Italia si è creata una impermeabilità per coloro che si espongono per una qualsiasi diversità, un puntare l’indice, un grave giudizio, se non una condanna, un odio per loro.
Forse il Moriconi avrà letto (o no?) che sarebbe stato incluso, accettato e non messo in questione, in una logica nazista di ferro, sessista xenofoba e razzista come sembra essere quella di Vannacci. Che ha creato un partito:”Futuro nazionale”, privo di rispetto per i valori di inclusione e accoglienza per la gente, tutta, per la dimensione identitaria della diversità della popolazione italiana. Non riesco a dire che sia legale, né democratico, infatti il generale Vannacci ha pendenze giuridiche in tal senso. Magari è un sintomo italiano, magari Vannacci non è neanche consapevole di questo, così l’Italia.
Ieri ho sentito un giornalista parlare della coscienza civile di ciascuno di noi. Che dovrebbe formarsi nel momento in cui ci affacciamo in società, da subito cioè, appena impariamo a parlare. Poi frequentando le scuole e lavorando serve ancora di più.
Una cosa cerco di portare avanti, il valore della pace di cattolica memoria e tanto espresso dal Papa Leone XIV, il papa americano, che davanti alle provocazioni molto agguerrite di Trump, presidente degli USA, offuscato dal suo ruolo di portatore di pace e amore, gli pone una questione di fondo per parlare con lui: la verità del Vangelo.
Inoltre è emerso il parere di Luca Trapanese, padre single di Alba, una bambina con disabilità, vicepresidente della Regione Campania, esponente del partito Movimento a 5 stelle, contro questa mancanza di sensibilità ed intelligenza da parte di Vannacci nei confronti della diversità complessiva.
Come Trapanese e il Papa, mi espongo nel voler accettare e includere l’umanità tutta anche nel verbo cristiano, di non escludere nessuno dalle qualità umane.
Termino con due quesiti cruciali: “Chi è veramente sbagliato? Chi crede di essere veramente nel giusto?”
